Necessaria l’alleanza tra il personale medico e la famiglia dei disabili

Se ne è parlato ieri al Museo Diocesano nel convegno organizzato dall’associazione Mons Realis. LE FOTO

MONREALE, 28 maggio – “La persona disabile ci offre la ricchezza di essere autentica ma il paziente disabile necessita di una fortissima alleanza fra il personale medico e la famiglia”. Questo è l’assioma emerso nella prestigiosa e partecipata giornata formativa svoltasi ieri presso la sala San Placido del Museo Diocesano di Monreale organizzata dall’Associazione culturale Mons Realis, di concerto con l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Palermo.

Una sessione di approfondimento scientifico nel corso della quale si è dissertato della gestione del paziente con gravi disabilità, di esperienze cliniche, di best practices e di protocolli innovativi, destinata a medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi e terapisti della riabilitazione psichiatrica.

Di capacità di ascoltare, osservare, sentire e pensare, con una particolare attenzione alle comunicazioni del paziente, verbali e non verbali, affettive e inconsce portando il campo della propria professionalità aldilà delle specifiche competenze tecniche, ha parlato Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Palermo aprendo i lavori.
Da qualità della vita, di servizi alla persona come condizione inderogabile per tutte le persone che vivono con una disabilità grave e gravissima – ha parlato Angelo Granà, presidente dell’Associazione Mons Realis – il quale ha poi evidenziato l’esistenza di troppo barriere insormontabili, fisiche o comportamentali frutto di scelte superficiali o di inadeguatezza delle strutture di servizio.

All’incontro hanno preso parte, fra gli altri, il Luigi Aprea, direttore sanitario dell’AOUP, che ha introdotto i lavori, Marco Magi, presidente nazionale del S.I.O.H. che ha incentrato il suo intervento sulla conoscenza della persona con disabilità come base fondamentale per un corretto approccio clinico e dell’importanza dell’ascolto, in quanto solo attraverso l’ascolto il paziente si sente paziente e il medico si sente medico. Di multidisciplinarietà e di superamento della tempistica dettata dalla sanità pubblica, che troppo spesso mira al profitto più che all’assistenza, ha invece parlato Salvatore Porrovecchio, coordinatore ambulatorio gravi disabili del policlinico Paolo Giaccone, che ha presentato inoltre tutte le opportunità di accesso alle risorse assistenziali.

I sentimenti personali degli operatori verso la disabilità e i pazienti disabili possono non solo interferire con il rapporto assistenziale, ma farlo “virare” completamente verso il raggiungimento dell’obiettivo comune, cioè il benessere del paziente disabile e della sua famiglia e non ci può essere assistenza di buon livello se questa non va di pari passo con la ricerca. Questo in poche parole è il contenuto dell’interessantissimo e coinvolgente intervento della la d.ssa Maria Piccione, dirigente medico malattie rare dell’ospedale Cervello-Villa Sofia di Palermo che ha saputo spiegare a una platea di addetti ai lavori e liberi cittadini i complessi meccanismi della genetica e l’importanza fondamentale dell’empatia medico-paziente.

Una momento di grandissima profondità umana ha poi caratterizzato l’intervento di Domenico Gerardo Iacopino, UOC di neurochirurgia al Policlinico di Palermo, che ha portato una toccante testimonianza personale, essendo padre di una bimba con disabilità, che come dice lui stesso: “è stata in grado di regalare alla famiglia che l’ha accolta, giorni di una grazia sconosciuta”.

 

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