Skip to main content

46 anni fa l’omicidio del capitano Emanuele Basile: una pietra miliare nella lotta alla mafia

· Ci ricordiamo di loro

Domani la sua figura sarà commemorata con una cerimonia a largo Canale

MONREALE, 3 maggio – Sono passati ormai 46 anni dal quel 4 maggio 1980, un arco di tempo lungo che ha lasciato insegnamenti profondi. 46 anni dall’uccisione del capitano Emanuele Basile, allora comandante della compagnia dei carabinieri di Monreale.

 

Un uomo il cui destino appariva segnato da tempo. La sua morte fu voluta a causa dell’impegno e della precisione con cui portava avanti le indagini, ma soprattutto per i risultati significativi che stava raggiungendo. In molti ritengono che Basile sia stato tra i primi a comprendere la crescita pericolosa del gruppo dei corleonesi e il peso della loro influenza nei traffici illeciti, in particolare in quello della droga.

Per queste ragioni, la sua eliminazione venne considerata inevitabile dalla criminalità mafiosa. E fu eseguita in modo plateale: non un semplice agguato, ma un omicidio compiuto pubblicamente, sotto gli occhi di un’intera comunità riunita per la festa del Santissimo Crocifisso. In quel contesto entrò in azione il gruppo armato.

Quella sera, dopo aver preso parte a un ricevimento ufficiale al Palazzo comunale e aver seguito la processione religiosa, verso le due di notte il capitano si trovava in via Pietro Novelli insieme alla moglie Silvana e alla figlia Barbara, in attesa dello spettacolo pirotecnico. Poco dopo, però, gli unici colpi che si sentirono furono quelli delle armi da fuoco. Basile fu raggiunto alle spalle mentre teneva in braccio la figlioletta, di appena quattro anni.

I killer si erano confusi tra la folla, certi che l’ufficiale sarebbe passato da piazza Canale. Al momento opportuno, spararono diversi colpi tra la gente, mirando direttamente a lui. La moglie riuscì a salvarsi per puro caso: un’agendina d’argento nella sua borsa fermò un proiettile. Dopo aver tentato inutilmente di soccorrere il marito, non poté fare altro che prendere la figlia, stordita e con la mano sporca di residui di sparo.
Trasportato d’urgenza in un ospedale di Palermo, Basile venne sottoposto a un intervento chirurgico nel tentativo di salvarlo, ma morì durante l’operazione. La sua morte lasciò un grande vuoto nella famiglia e in chi lo conosceva, tra cui anche Paolo Borsellino, accorso in ospedale.

A compiere l’omicidio fu un commando formato da Vincenzo Puccio, Armando Bonanno e Giuseppe Madonia, appartenente alla famiglia mafiosa di Resuttana. Il supporto organizzativo fu invece garantito da Giovanni Brusca, come lui stesso dichiarò in seguito.
Domattina il sacrificio dell’ufficiale sarà commemorato, come di consueto, a largo Canale, luogo dell’eccidio, con una breve e sobria cerimonia a partire dalle ore 11, alla presenza di numerose autorità.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

Edizione locale

Rubrica

Rubrica