Gomorra (2008)

5 storie e lo scenario degradato, surreale e al contempo iperreale di Scampìa. C'è il sarto Pasquale (Salvatore Cantalupo) che confeziona vestiti di alta moda, ma per il mercato nero, e sacrifica la sua arte ai comandamenti della Camorra; c'è Franco (Tony Servillo) che sta nel ramo dello smaltimento illecito di rifiuti tossici e inizia il giovane Roberto (Carmine Paternoster) al suo stesso mestiere; c'è Don Ciro (Gianfelice Imparato) che porta la "mesata" ai familiari dei boss in carcere o ammazzati e si ritrova, suo malgrado, invischiato in una faida.

Poi ci sono Marco (Marco Macor) e Ciro (Ciro Petrone) due giovani scugnizzi che giocano a fare i malavitosi seri, trovano un arsenale della Camorra e si mettono nel giro senza la copertura di nessun boss e, quindi, andando incontro a morte certa; e infine c'è il piccolo Totò (Salvatore Abbruzzese), 13 anni, che vorrebbe entrare nel mondo dei grandi, dei criminali affermati, e scoprirà presto che il battesimo richiesto è oltremodo doloroso e affogato nel sangue.

Matteo Garrone, il regista di questo adattamento del best seller di Roberto Saviano (più di un milione di copie vendute) realizza un'opera di straordinaria intensità. Gomorra non ha inizio nè fine: semplicemente "avviene" sullo schermo con una fluidità narrativa che riesce a "nascondere" la narrazione. Come se lo spettatore assistesse agli eventi dal di dentro, in totale coinvolgimento con i protagonisti del dramma dei drammi: quello della vita.

E che vita a Scampia! Dove la Camorra, grande burattinaia, comanda e decreta tempi e modi, vita e morte dei suoi burattini. Tema importante, difficile quindi, ma anche grande tecnica da parte del bravo regista. In questa sua fluidità e capacità di nascondere la narrazione, Garrone mi ricorda addirittura Michael Mann (Heat - La Sfida, 1995; Collateral, 2004), ma anche per certi versi Martin Scorsese (Quei bravi ragazzi, 1990;  The Departed, 2006) con la sua capacità di rendere il racconto noir dalla parte dei protagonisti, mai soverchiati cioè dal dispiegarsi dei nodi narrativi. Con la differenza che i protagonisti di Garrone non sono Robert De Niro e Al Pacino, sicuramente non sono grandi attori affermati (a parte Servillo), è il caso di dire che si tratta di... persone più che personaggi, e probabilmente questo è uno degli ingredienti principali che decretano il successo della pellicola .

Per adattare il best seller di Roberto Saviano ci sono voluti sei sceneggiatori (Garrone e Saviano inclusi), la cui collaborazione ha portato all'estrapolazione dal romanzo di cinque situazioni chiave, o capitoli. Nonostante questo "spezzettamento" dello script, il risultato finale presenta una convincente omogeneità, come se il passaggio tra i vari momenti avvenga per "osmosi". Regia e fotografia sono di alto livello, così come tutto il comparto sonoro, colonna sonora inclusa, capaci di offrire allo spettatore un senso di immersione totale. Insieme a Il Divo (2008) di Paolo Sorrentino, Gomorra rappresenta uno dei vertici più alti della cinematografia italiana (almeno) dell'ultimo decennio. Vale la pena di ricordare infine come il film sia tutto recitato in napoletano e dialetto casalese sottotitolati.

GIUDIZIO: 8,5/10
SITO UFFICIALE: mymovies.it/gomorra

Gallery

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Scheda del film:
Titolo originale: Gomorra
Lingua originale: italiano, napoletano
Paese: Italia
Anno: 2008
Durata: 129 min/colore
Genere: drammatico, gangster
Regia: Matteo Garrone
Soggetto: Roberto Saviano (romanzo)
Sceneggiatura: Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Roberto Saviano, Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio
Produttore: Domenico Procacci
Casa di produzione: Fandango, in collaborazione con Rai Cinema e SKY, e con il supporto del Ministero dei Beni Culturali
Distribuzione (Italia)     01 Distribution
Fotografia: Marco Onorato
Montaggio: Marco Spoletini
Scenografia: Paolo Bonfini
Costumi: Alessandra Cardini
Trucco: Alessandro Bertolazzi

Interpreti e Personaggi:
Toni Servillo: Franco
Gianfelice Imparato: Don Ciro
Maria Nazionale: Maria
Salvatore Cantalupo: Pasquale
Gigio Morra: Iavarone
Salvatore Abbruzzese: Totò
Marco Macor: Marco
Ciro Petrone: Ciro
Carmine Paternoster: Roberto

Candidature e Premi:
Festival di Cannes 2008: Grand Prix Speciale della Giuria, Premio Arcobaleno Latino;
5 European Film Awards 2008: miglior film, miglior regia, miglior attore (Toni Servillo), migliore sceneggiatura, migliore fotografia;
7 David di Donatello 2009 (su 11 nomination): miglior film, miglior regista, miglior sceneggiatura, miglior produttore, miglior canzone originale (Herculaneum di Robert Del Naja e Neil Davidge), miglior montaggio e miglior suono in presa diretta;
2 Nastri d'argento 2009: Nastro dell'anno e miglior sonoro in presa diretta;
4 Ciak d'oro: miglior film, miglior sceneggiatura, miglior fotografia e miglior montaggio: Festival di Monaco: miglior film straniero, Premio Palmi 2008, Satellite Awards 2008: miglior film straniero.


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