La decadenza della sindaca De Luca coinvolge anche la giunta e il consiglio
ALTOFONTE, 16 febbraio – La mozione di sfiducia approvata nei confronti della sindaca Angelina De Luca sancisce ad Altofonte l’immediata decadenza anche del consiglio comunale e della giunta: in questi anni, uno degli assessori è stato il monrealese Francesco Amato (nel riquadro della foto).
Si attende adesso l’emissione del provvedimento regionale con cui il presidente Renato Schifani decreterà l’anticipata cessazione dalla carica di tutti gli organi municipali, provvedendo contestualmente alla nomina del commissario che provvederà alla gestione amministrativa del Comune sino alle nuove elezioni.
Alle votazioni del 12 giugno 2022 Angelina De Luca (“Lista civica per Altofonte”) era stata confermata nella carica di sindaco con oltre 2.300 preferenze (45,71%), superando di slancio gli avversari Gabriele Di Matteo (31,19%) e Gaspare Pandolfo (23,10%), in campo rispettivamente per i movimenti “Cambiamo Altofonte” e “Insieme per Altofonte”.
La composizione del consiglio comunale rispecchiava ovviamente questi risultati: così, al gruppo di riferimento del sindaco erano stati assegnati undici seggi, mentre quello capeggiato da Di Matteo ne aveva conquistati soltanto cinque; nessun rappresentante era stato eletto per la lista civica guidata da Pandolfo, che peraltro pochi mesi fa era entrato a far parte della giunta altofontina.
Nel corso degli ultimi anni, ad Altofonte la situazione politica ha subìto diverse vicissitudini che hanno ridefinito l’assetto dell’assemblea consiliare, con il conseguente indebolimento della posizione di Angelina De Luca; a questo punto, la sfiducia era sostanzialmente inevitabile.
Qualcuno ritiene che la decadenza del sindaco determinata dai consiglieri comunali finisca per tradire la volontà degli elettori, che hanno democraticamente deciso a chi affidare la guida del Comune: va comunque considerato che anche l’organo consiliare è espressione diretta del voto popolare, da cui dipende la scelta non solo del primo cittadino, ma pure dei rappresentanti nel massimo consesso civico, a cui per legge spettano rilevanti funzioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo.
È da tenere presente, infine, che il Tar ha riconosciuto che la mozione di sfiducia al sindaco «rientra fra i provvedimenti caratterizzati da un’elevatissima discrezionalità, la cui motivazione può essere anche incentrata su una diversità di orientamenti politici fra sindaco e maggioranza consiliare, per cui non deve essere motivata con riferimento a precise inadempienze del sindaco rispetto al programma in base al quale è stato eletto».
