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Arrestato per evasione, assolto in giudizio Angelo Rusticano

L'avvocato difensore Piero Capizzi: "Ero convinto di una sentenza favorevole"

MONREALE, 2 febbraio - Era stato arrestato in flagranza di reato per evasione e sottoposto alla custodia in carcere: il tribunale adesso lo ha assolto "perchè il fatto non sussiste". Potrà tornare a casa, quindi, Angelo Rusticano 42enne monrealese.

Ad assolverlo dall’accusa di evasione dagli arresti domiciliari è stata la seconda sezione del tribunale monocratico di Palermo, nella persona del giudice De Negri. Il Pubblico Ministero, invece, al momento della requisitoria aveva chiesto la condanna alla pena di sei mesi di reclusione. Il fatto risale al pomeriggio del 2 gennaio scorso, quando Rusticano, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, con la possibilità di allontanarsi per svolgere attività lavorativa a Palermo, veniva notato dai carabinieri a bordo della propria autovettura, fuori da casa sua alle ore 15,20 circa, ossia poco più di 10 minuti prima rispetto all’orario prescritto nel provvedimento di autorizzazione del Tribunale. Da qui l’immediato arresto per evasione.

All’udienza di convalida del 3 gennaio scorso, il tribunale convalidava l’arresto di Rusticano e disponeva la trasmissione degli atti al giudice che aveva applicato gli arresti domiciliari per l’eventuale aggravamento, che di fatto si concretizzava pochi giorni dopo con l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Nel giudizio per direttissima celebrato ieri, con le forme del rito abbreviato, la difesa di Rusticano – rappresentata dall’avvocato Piero Capizzi – ha sostenuto l’inoffensività della condotta contestata al proprio assistito e perciò l’insussistenza del reato. In pratica l’essere uscito da casa poco più di 10 minuti prima rispetto all’orario prescritto, non avrebbe violato la norma. Anche perché, come è emerso nel dibattimento, Rusticano risulta aver raggiunto il posto di lavoro, dopo solo circa 20 minuti, rispetto al margine dei 30 che il Tribunale gli aveva accordato con il provvedimento di autorizzazione.

Soddisfazione per la sentenza è stata espressa dall’avvocato Capizzi. “Nella stragrande maggioranza dei casi di arresto in flagranza – precisa il legale – i margini di difesa sono notevolmente ridotti, per cui spesso si tende a definire il processo con un patteggiamento al fine di contenere il più possibile il trattamento sanzionatorio. Nel caso di Rusticano, avevo creduto sin dall’udienza di convalida sulla possibilità di pervenire ad una sentenza favorevole, tant’è che parlandone con lui, qualche giorno fa in carcere, avevamo concordato sull’opportunità di procedere con il giudizio abbreviato e discutere il processo. Alla luce dell’assoluzione –conclude il difensore – chiederò subito la revoca della custodia in carcere e il ripristino degli arresti domiciliari con l’autorizzazione a svolgere attività lavorativa”.

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