I due hanno tentato la fuga prima in auto e poi a piedi, ma sono stati bloccati e arrestati
PALERMO, 6 agosto – Tentavano di appiccare il fuoco a circa 500 chilogrammi di cavi di rame, per bruciare la guaina isolante e ricavarne il metallo, ma sono stati fermati dai Carabinieri Forestali prima che il rogo potesse trasformarsi in un disastro ambientale.
È successo nel complesso boschivo di Billiemi, tra i territori di Palermo e Torretta. A finire in manette due palermitani di 28 e 35 anni, già noti alle forze dell’ordine per reati simili. L’operazione è stata condotta dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale del Centro Anticrimine Natura di Palermo, con il supporto del Nucleo CITES e dei Carabinieri della Compagnia di Carini, nell’ambito dei controlli intensificati contro incendi e reati ambientali.
Secondo quanto ricostruito, i due uomini erano intenti a incendiare l’ingente quantità di cavi, di provenienza illecita, quando sono stati sorpresi dai militari. Alla vista delle pattuglie hanno tentato la fuga prima in auto e poi a piedi, ma sono stati bloccati e arrestati.
Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco, che hanno spento le fiamme e impedito che l’incendio si propagasse alla vegetazione circostante. Il materiale, dal valore stimato di circa 2.000 euro, è stato sequestrato insieme al veicolo e agli attrezzi utilizzati.
Il Tribunale di Palermo ha convalidato l’arresto, disponendo per entrambi l’obbligo di dimora nel capoluogo siciliano, il divieto di uscire di casa nelle ore notturne e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.