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Cade dai gradini deformati di piazzetta Arancio, il tribunale la risarcisce con 10 mila euro

· Nera e giudiziaria

Il Comune soccombe ancora in giudizio per il cattivo stato degli spazi pubblici cittadini

MONREALE, 26 giugno – Un gradino deformato della scalinata di piazza Arancio costa caro al Comune di Monreale.

 Il Tribunale di Palermo, III Sezione Civile, ha infatti condannato l’amministrazione comunale al pagamento di oltre 10 mila euro in favore di una M.L.C., una donna vittima di una caduta avvenuta il 22 luglio 2021. Secondo quanto ricostruito nella sentenza firmata dal giudice Davide Romeo, la donna stava percorrendo in discesa la scalinata che collega piazza Arancio con via Roma quando, arrivata all’ultimo gradino, ha perso l’equilibrio a causa di una deformazione della superficie calpestabile, riportando lesioni. La dinamica, nel corso del processo, nel quale la vittima era difesa dall’avvocato Francesco Pepe, è stata ritenuta provata anche grazie alle testimonianze raccolte durante il processo.

Al centro della decisione c’è il tema della responsabilità del comune per la manutenzione delle strade e degli spazi comunali. Il Tribunale ha ritenuto che la presenza di un’anomalia sul gradino rappresentasse una situazione di pericolo non facilmente percepibile dall’utente, considerando anche la presenza di altri passanti sulla scala al momento dell’incidente.

Il Comune, secondo il giudice, non ha dimostrato l’esistenza di un elemento esterno imprevedibile — come il caso fortuito o una condotta colposa della stessa vittima — tale da escludere la propria responsabilità quale custode del bene pubblico.
La consulenza tecnica ha accertato per la donna postumi permanenti pari al 4% dell’integrità psicofisica, oltre a un periodo di invalidità temporanea. Le lesioni sono state giudicate compatibili con la caduta descritta: in particolare sono state riscontrate conseguenze riconducibili alla frattura composta della base del secondo e quarto metatarso del piede sinistro.
Il risarcimento complessivo è stato quantificato in 10.804,60 euro, oltre agli interessi previsti dalla legge. A questa somma si aggiunge la condanna del Comune alla rifusione delle spese processuali, liquidate in 5.354,60 euro, oltre alle spese della consulenza tecnica d’ufficio.

· Enzo Ganci · Editoriali

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