Dovrà erogare un risarcimento da oltre 16 mila euro nei confronti di una donna
MONREALE, 24 luglio – Il Comune di Monreale deve mettere ancora mano in tasca per risarcire un’utente della strada infortunatasi a causa delle precarie condizioni delle strade cittadine. L’ennesimo esborso, l’ultimo di una lunga catena che dura ormai da anni.
Tre giorni fa, infatti, il comune è stato condannato dal Tribunale di Palermo a risarcire una cittadina rimasta ferita dopo una caduta causata da un basolato instabile lungo il marciapiede di corso Pietro Novelli. La sentenza, che riconosce la responsabilità dell'ente per omessa custodia della sede stradale, dispone il pagamento di 16.616,50 euro, oltre rivalutazione monetaria e interessi, nonché delle spese legali sostenute dalla ricorrente.
La vicenda risale al 7 aprile 2023, quando P. I., mentre percorreva il marciapiede di corso Pietro Novelli in direzione di via Roma, cadde all'altezza del civico 66 a causa di una lastra in pietra apparentemente integra ma non ancorata al resto della pavimentazione. Secondo quanto ricostruito nel corso del giudizio, nel corso del quale la donna è stata rappresentata dall’avvocato Francesco Pepe, il basolato avrebbe oscillato sotto il peso della donna provocandone la perdita di equilibrio.
Determinante è risultata la testimonianza di una persona presente al momento dell'incidente, che in sede processuale ha confermato di avere visto la lastra muoversi non appena la donna vi aveva poggiato il piede. Il teste ha inoltre riferito che il tratto interessato non era segnalato come pericoloso e risultava regolarmente aperto al transito dei pedoni.
Nelle motivazioni della sentenza il giudice richiama il principio della responsabilità del custode, evidenziando come il Comune, proprietario e custode delle strade cittadine, fosse tenuto a garantire condizioni di sicurezza o, quantomeno, a segnalare l'insidia. Prova che, secondo il Tribunale, non è stata fornita dall'amministrazione comunale.
Il giudice ha escluso anche qualsiasi comportamento imprudente da parte della donna. Dalla ricostruzione dei fatti è infatti emerso che il basolato era difficilmente individuabile perché dello stesso colore della restante pavimentazione e apparentemente stabile fino al momento in cui si è mosso sotto il peso della vittima. Inoltre, l'assenza di transenne o cartelli di pericolo e la presenza di numerosi pedoni hanno reso l'anomalia praticamente imprevedibile.
La consulenza tecnica d'ufficio ha accertato che la caduta ha provocato una frattura pluriframmentaria della testa dell'omero, con postumi permanenti quantificati nel 7% di invalidità, oltre a un lungo periodo di inabilità temporanea. Il Tribunale ha quindi liquidato il danno biologico, quello temporaneo e le spese documentate sostenute dalla ricorrente, arrivando all'importo complessivo di 16.616,50 euro. Oltre al risarcimento, il Comune è stato condannato a rifondere anche le spese processuali, quantificate in oltre 4.100 euro, oltre accessori di legge, e le spese della consulenza tecnica d'ufficio.