Violenza sulle donne: il dramma sociale affrontato nel convegno ''Quando è codice rosso''

Don Aldo Buonaiuto, autore del libro "Donne Crocifisse"

Nella giornata contro il femminicidio, un rilevante appuntamento per comprendere meglio il fenomeno. LE FOTO

MONREALE, 25 novembre – Si è tenuto oggi pomeriggio, a partire dalle ore 16, nei locali del palazzo arcivescovile, il meeting incentrato sul tema della violenza di genere, proprio in corrispondenza della giornata mondiale contro il purtroppo diffuso crimine del femminicidio. Evento che, sotto la spinta dell'associazione DonnAttiva, si è rivelato il frutto dell'organizzazione della Caritas Diocesana dell'Arcidiocesi di Monreale e della collaborazione della Commissione Pari Opportunità dell'Associazione Siciliana della Stampa.

Proprio alla luce dei vergognosi dati attuali, dietro i quali si celano quotidiane storie di violenze inenarrabili, di troppe lacrime versate, di vane suppliche, e peraltro a pochissimi giorni dall'ultimo sconvolgente caso di cronaca (quello riguardante il brutale e spietato omicidio, a Partinico, di Ana Maria Lacramioara Di Piazza - alla quale è stata rivolto un eloquente minuto di silenzio in apertura), la materia dell'incontro non poteva che essere più aderente alla triste tragedia cui, nostro malgrado, ci ritroviamo ad assistere: non la semplice violenza ai danni delle donne, ma il vetusto pregiudizio che ancora oggi, nel ventunesimo secolo, accompagna il genere femminile, raffigurato come emblema della provocazione sessuale. A tal proposito si inseriscono le lapidarie parole dell'arcivescovo Michele Pennisi e soprattutto di Don Aldo Buonaiuto, autore de "Donne Crocifisse" (libro i cui passi più salienti sono stati letti e raccontati da alcuni studenti delle classi 5A e 5C del Liceo Scientifico Basile, guidati dalla docente Maria Rita Fedele), secondo cui il fenomeno della violenza tocca anche quello più aberrante della prostituzione. 

"La donna è vittima di un sistema sociale che le impone il dramma della prostituzione al costo della propria vita - spiega l'autore - a tal proposito la ribellione non deve ristagnare tra le fila delle donne, ma è bene che coinvolga soprattutto gli uomini, affinché l'irrazionale figura del "cliente" cessi definitivamente di esistere". Tra gli altri ospiti anche il sindaco Alberto Arcidiacono ha ribadito, con il proprio intervento, gli spunti di riflessione lasciati dagli altri invitati, premendo sul tema della lotta con i mezzi della giustizia e della non assuefazione a una tale piaga.

Voci autorevoli del dibattito sono state anche quelle della dottoressa Fabiola Funari, sostituto procuratore presso la Procura Generale di Caltanissetta, relatrice di un interessante excursus sul processo di lotta legale al crimine del femminicidio, soffermandosi sulle leggi del 2013 e poi su quella del 2019, definita "codice rosso", ancora al centro di discussioni dati le tante criticità evidenziate, nonostante i preziosi strumenti di contrasto concessi; e quella del professor Francesco Pira, sociologo e docente di comunicazione e giornalismo presso l'Università di Messina, che posto all'attenzione dei presenti come il mondo dei media e quello dei social si ponga nei confronti delle vittime e della violenza.  

 

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