Risale al 2022 l’annuncio del finanziamento e dell’appalto dei lavori
MONREALE, 17 giugno – «Abbiamo prontamente raccolto l’appello del rettore del santuario della Madonna delle Croci, don Giovanni Vitale, destinando settecentomila euro ai lavori di consolidamento dell’area in cui sorge la chiesa (…)
(…) un luogo di culto che, oltre ad avere un grande valore monumentale e artistico, rappresenta un solido punto di riferimento per migliaia di fedeli». Era il 27 aprile 2022 quando Nello Musumeci, allora presidente della Regione Siciliana, aveva dato pubblicamente notizia del cospicuo finanziamento deliberato dalla giunta di Palazzo d’Orléans allo scopo di «porre fine alle apprensioni dovute all’instabilità del costone roccioso del monte Caputo nel territorio di Monreale».
Edificata agli inizi del XIX secolo, la chiesa della Madonna delle Croci - dopo un lungo periodo di degrado e abbandono - è stata riaperta al culto nel febbraio del 1982 da monsignor Salvatore Cassisa; il decreto che ne ha sancito l’erezione a santuario è stato emesso il 10 maggio 2018 dall’arcivescovo Michele Pennisi.
L’intervento da realizzare riguarda, in particolare, l’esecuzione delle opere necessarie per consolidare e mettere in sicurezza il muro di sostegno del sagrato del santuario, a cui nel 2022 è stata concessa l’affiliazione con la basilica romana di Santa Maria Maggiore, cuore spirituale della cristianità e della devozione mariana.
Sono ormai trascorsi più di due anni dal trionfalistico annuncio di Musumeci e dalla contestuale rassicurazione che ci sarebbero voluti «tempi brevi per avviare l’iter per aggiudicare i lavori». A dispetto degli entusiastici proclami, però, nessuna notizia si è sinora avuta sull’espletamento della gara d’appalto da parte della struttura commissariale per il contrasto del dissesto idrogeologico, al cui vertice è attualmente l’ingegnere Sergio Tumminello, nominato alla fine dello scorso anno dal governatore regionale Renato Schifani.
Tutto appare in fase di stallo, mentre l’attesa (di cosa?) si fa nebbiosa. La politica dei roboanti annunci non serve, perché «solo i fatti danno credibilità alle parole», come affermava Sant’Agostino.