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"Viva partecipazione e umana vicinanza per Massimo, Andrea e Salvo": il messaggio del Presidente Mattarella alle famiglie delle vittime

· Cronaca varia

Due mesi dopo la tragedia, arriva la risposta del Quirinale. Marco Pirozzo: "Quelle parole ci fanno sentire meno soli"

MONREALE, 27 giugno – A due mesi dalla scomparsa di Massimo Pirozzo, Andrea Miceli e Salvo Turdo, uccisi in circostanze che ancora attendono piena chiarezza, le famiglie delle vittime non smettono di chiedere verità e giustizia. Un impegno portato avanti con dolore, ma anche con profonda determinazione.

Nelle scorse ore, è arrivata una risposta importante: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto sapere – attraverso il suo segretario generale – di aver accolto la lettera inviata dalle famiglie Pirozzo, Miceli e Turdo. Il messaggio ufficiale, indirizzato a Marco Pirozzo, fratello di Massimo, è stato trasmesso grazie all’interessamento del deputato regionale Ismaele La Verdera.

"Viva partecipazione e umana vicinanza" sono state le parole usate dal Quirinale per esprimere il proprio coinvolgimento e la propria solidarietà verso i familiari delle tre vittime. "Quelle parole, quell’ascolto, ci fanno sentire meno soli – ha dichiarato Marco Pirozzo –. Lo Stato riconosce il nostro dolore e la nostra battaglia. Se il Presidente ha scelto di rispondere, significa che non stiamo parlando nel vuoto."

Parole che hanno acceso una speranza tra chi da mesi cerca risposte, in un silenzio spesso assordante da parte delle istituzioni. "Forse, da oggi, anche altri rappresentanti delle Istituzioni inizieranno a guardarci. A guardare le tante famiglie come la nostra, che hanno perso figli, fratelli e amici per mano della criminalità", ha aggiunto Pirozzo.

Il dolore non si attenua con il tempo, ma si trasforma in spinta all'azione. Le famiglie delle vittime sono decise a non lasciar cadere nel dimenticatoio la tragedia che le ha colpite. “Questa attenzione comincia a far tremare chi pensava che il silenzio fosse la nostra fine. Ma noi siamo ancora qui. Più uniti. Più determinati. “Non ci fermeremo. Continueremo a chiedere verità e giustizia per mio fratello Massimo, per Andrea, per Salvo, e per tutte le vittime innocenti.”

In un momento in cui il rapporto tra cittadini e istituzioni è spesso segnato dalla distanza, il gesto del Capo dello Stato assume un valore simbolico e concreto: è la prova che lo Stato può ancora farsi vicino. E che le battaglie civili, se portate avanti con coraggio e dignità, possono trovare ascolto.
“Grazie, Presidente Mattarella, per averci ascoltato. E grazie a chi continuerà a darci voce. È il momento di cambiare le cose. Di ripensare un sistema che troppo spesso lascia sole le vittime e chi le ama”.

· Enzo Ganci · Editoriali

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