Come scriveva il beato Pier Giorgio Frassati, ''vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere una lotta per la Verità non è vivere, ma vivacchiare''
ROMA, 5 agosto – Il Giubileo dei Giovani 2025 si è svolto a Roma dal 28 luglio al 3 agosto. L'evento ha offerto ai giovani un'opportunità unica di vivere la fede in comunione con Papa Leone XIV e con giovani provenienti da tutto il mondo.
Il programma ha previsto momenti di preghiera, riflessione, celebrazioni liturgiche, oltre a incontri di testimonianze, condivisione e svago, che hanno permesso ai giovani di vivere un’esperienza di fede unica e indimenticabile. Alla veglia di preghiera di sabato notte e durante la celebrazione eucaristica di domenica mattina con Papa Leone XIV a Tor Vergata si è registrata la presenza di circa un milione di giovani provenienti dai diversi Paesi. Un livello di partecipazione davvero grande testimonia oggi più che mai quanto i giovani siano segno di speranza e impegno concreti in un mondo che spesso non cerca di vederne la profondità e le qualità, che questo Giubileo ha avuto modo invece di mettere in luce.
Particolarmente intensa è stata a tal proposito la veglia, nella quale i giovani hanno posto doversi interrogativi al Papa, che con loro ha avuto modo di riflettere sulla giusta direzione di un’esistenza vissuta pienamente e nella fede in Cristo.
“Come possiamo trovare un’amicizia sincera e un amore genuino che aprono alla vera speranza? Come la fede può aiutarci a costruire il nostro futuro?” - ha chiesto Dulce Maria, giovane ventitreenne proveniente dal Messico. La risposta di Papa Leone non si è fatta attendere e ha posto l’accento sull’importanza delle relazioni umane, delle nostre relazioni con altre persone, indispensabili per ciascuno di noi e non sostituibili da quelle espresse mediante la rete: internet e i social sono utili, ma non devono sopraffarci secondo le parole del pontefice.
L’amicizia con Cristo, che sta alla base della fede, non è solo un aiuto tra tanti altri per costruire il futuro, ma deve essere alla base del nostro agire. Come scriveva il beato Pier Giorgio Frassati, «vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere una lotta per la Verità non è vivere, ma vivacchiare» (Lettere, 27 febbraio 1925). “Quando le nostre amicizie riflettono questo intenso legame con Gesù, diventano certamente sincere, generose e vere”- ha affermato il Papa.
Ancor più interessante la domanda di Gaia, diciannovenne italiana, che ha chiesto: “Dove troviamo il coraggio per scegliere? Come possiamo essere coraggiosi e vivere l’avventura della libertà viva, compiendo scelte radicali e cariche di significato?”. A questo interrogativo Papa Leone ha risposto sottolineando l’importanza della scelta nella vita: “La scelta per eccellenza, infatti, è la decisione per la nostra vita: quale uomo vuoi essere? Quale donna vuoi essere? Carissimi giovani, a scegliere si impara attraverso le prove della vita, e prima di tutto ricordando che noi siamo stati scelti. Tale memoria va esplorata ed educata. Abbiamo ricevuto la vita gratis, senza sceglierla! All’origine di noi stessi non c’è stata una nostra decisione, ma un amore che ci ha voluti. Nel corso dell’esistenza, si dimostra davvero amico chi ci aiuta a riconoscere e rinnovare questa grazia nelle scelte che siamo chiamati a prendere”.
Ancora più profonda e interessante la terza domanda posta da Will, giovane ventenne statunitense, il quale ha chiesto al Papa “come possiamo incontrare veramente il Signore Risorto nella nostra vita ed essere sicuri della sua presenza anche in mezzo alle difficoltà e incertezze?”. Papa Leone risponde, citando Papa Benedetto XVI: “chi crede, non è mai solo. Perciò incontriamo veramente Cristo nella Chiesa, cioè nella comunione di coloro che il Signore stesso riunisce attorno a sé per farsi incontro, lungo la storia, ad ogni uomo che sinceramente lo cerca. Quanto ha bisogno il mondo di missionari del Vangelo che siano testimoni di giustizia e di pace! Quanto ha bisogno il futuro di uomini e donne che siano testimoni di speranza! Ecco, carissimi giovani, il compito che il Signore Risorto ci consegna”.
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