L’assessore Lo Verso: «Siamo ancora in una fase sperimentale»
MONREALE, 27 agosto – L’apertura al pubblico del “Museo della Fabbrica di Guglielmo” è avvenuta il 20 dicembre dello scorso anno, con una festante e festosa cerimonia impreziosita dalla presenza dell’attrice Pamela Villoresi.
Nell’occasione non erano mancate le entusiastiche dichiarazioni di politici e amministratori locali, che avevano in particolare esaltato le originali e innovative caratteristiche del sito museale: la multimedialità e l’interattività. «Costituirà un ulteriore polo di attrazione per il folto numero di turisti che anima la scena urbana e monumentale della nostra città» aveva fiduciosamente pronosticato il sindaco Alberto Arcidiacono.
Tuttavia, archiviato lo sfolgorante evento inaugurale, il museo non ha finora suscitato alcun interesse, né si sono mai viste giornalmente in piazza Guglielmo persone che fanno la fila o sgomitano per visitarlo. I numeri, freddi ma oggettivi, rivelano che da gennaio a luglio il Comune di Monreale ha ottenuto dagli accessi un’entrata totale di 2.824 euro: si tratta di introiti (in media 400 euro al mese) che eufemisticamente si possono definire deludenti. Chi utilizza un linguaggio spartano parlerebbe di incassi ridicoli.
Di contro, sono piuttosto rilevanti le spese gestionali sostenute dall’ente: basti pensare che il solo noleggio della piattaforma per la biglietteria e la prevendita dei ticket di ingresso comporta un esborso annuo di circa 11.000 euro. È palese che il rapporto costi-benefici non regge.
«I dati degli incassi vanno letti con la giusta prospettiva» afferma al riguardo l’assessore Fabrizio Lo Verso (nella foto), che poi puntualizza: «Dopo tanti, troppi anni di attesa, l’apertura di questo spazio culturale ha carattere sperimentale: si tratta infatti del primo passo di un progetto che vedrà la piena valorizzazione del complesso Guglielmo II.
Il museo multimediale, così come oggi fruibile, rappresenta solo un primo pezzo di un percorso assai più ampio, che sarà integrato con gli altri spazi del complesso monumentale, ad iniziare dalla sala Novelli, con la creazione dell’Unesco Visitor Center e che potrà essere messo in rete con gli altri beni culturali del territorio. In questa fase - conclude Lo Verso - ciò che interessa è sperimentare la messa in funzione, il collaudo dei servizi e la promozione progressiva verso cittadini e visitatori».
Sarà. Sta di fatto che il museo sinora si è rivelato un insuccesso: forse non viene adeguatamente pubblicizzato oppure non è gestito in maniera appropriata o, più banalmente, non è in effetti molto interessante e non risulta quindi attrattivo. Ci troviamo, è chiaro, nel campo delle ipotesi: al momento, l’unica certezza è che il “flop” è conclamato.
Non rimane che attendere un deciso e proficuo cambio di rotta, tenendo a mente che «chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, insiste nell’errore», come affermava saggiamente Cicerone.