Da più di 30 anni l’adozione è prescritta dal Codice della strada
MONREALE, 9 settembre – Tutti i comuni italiani con una popolazione residente superiore a 30.000 abitanti devono adottare il piano urbano del traffico (PUT), provvedendo ogni due anni al relativo aggiornamento.
Va detto che non si tratta di un obbligo imposto dal legislatore statale in tempi recenti, essendo stato introdotto dal nuovo Codice della strada, la cui entrata in vigore risale all’ormai lontano 1° gennaio 1993; dunque, il ritardo accumulato è più che trentennale.
Il PUT è finalizzato a conseguire il miglioramento delle condizioni della circolazione e della sicurezza stradale, la riduzione dell’inquinamento sia acustico che atmosferico e il contenimento dei consumi energetici, nel rispetto dei valori ambientali.
Inoltre, deve prevedere l’utilizzo di adeguati sistemi tecnologici per la regolamentazione e il controllo del traffico, nonché per la verifica del rallentamento della velocità e per la dissuasione della sosta.
Da decenni Monreale conta ben più di 30.000 abitanti (attualmente sono quasi 39.000) ed è quindi è evidente che l’adozione del piano del traffico sarebbe dovuta intervenire da tempo; ma finora così non è stato, nel disinteresse delle varie e variopinte amministrazioni che nell’ultimo trentennio si sono succedute alla guida della città.
Oltre a costituire una inadempienza rispetto a una specifica disposizione normativa, la mancanza del PUT non ha consentito al Comune, negli anni scorsi, di ottenere finanziamenti o contributi pubblici destinati alla realizzazione di nuovi parcheggi: e sono noti a tutti i pesanti disagi che la carenza di aree urbane per la sosta delle autovetture arreca quotidianamente a residenti e visitatori.
È probabile che per provvedere alla redazione del piano risulterebbe necessaria la collaborazione di qualificati esperti: le risorse finanziarie occorrenti per i relativi incarichi possono essere reperite anche utilizzando parte dei proventi delle contravvenzioni elevate dalla Polizia Municipale per le violazioni al Codice della strada.
In tema di inquinamento atmosferico, c’è pure da tenere conto che il ministero dell’Ambiente ha inserito Monreale nella lista dei comuni appartenenti alle zone che risultano oggetto di almeno una procedura di infrazione sulla qualità dell’aria.
Da segnalare, infine, che nel novembre dello scorso anno è stato adottato dalla Città metropolitana di Palermo il PUMS, ossia il “piano urbano della mobilità sostenibile”, che coinvolge anche Monreale; la finalità di questo piano - che comunque non è stato ancora approvato in via definitiva - è di orientare strategicamente le politiche e la programmazione della mobilità urbana nel breve, medio e lungo termine con un orizzonte temporale decennale.