Imitarli ancora oggi non significa diventare ''fotocopie'', ma che ognuno – quando sceglie il Vangelo – sceglie sé stesso.
ROMA, 4 ottobre – Oggi in una piazza San Pietro gremita, a Roma, Papa Leone XIV ha tenuto la sua udienza giubilare nel giorno in cui la Chiesa fa memoria di San Francesco.
Il Papa nella sua omelia ha voluto ricordare i santi Francesco e Chiara come simboli del cambiamento nel tempo in cui vissero, capaci ancora oggi di parlare ai giovani di tutto il mondo.
“Sperare è scegliere - ha affermato il pontefice. Questo significa almeno due cose. Quella più evidente è che il mondo cambia se noi cambiamo. Il pellegrinaggio si fa per questo, è una scelta. La Porta Santa si attraversa per entrare in un tempo nuovo. Il secondo significato è più profondo e sottile: sperare è scegliere perché chi non sceglie si dispera. Una delle conseguenze più comuni della tristezza spirituale, cioè dell’accidia, è non scegliere niente. Allora chi la prova è preso da una pigrizia interiore che è peggio della morte. Sperare, invece, è scegliere”.
Poi il riferimento ai santi Chiara e Francesco, ricordando in particolare la seconda, una donna che grazie a Dio ha saputo scegliere. Una ragazza coraggiosa e controcorrente. Mentre Francesco, scegliendo la povertà evangelica, dovette rompere con la propria famiglia.
La scelta di Chiara risultò ancora più impressionante: una ragazza che voleva essere come Francesco, che voleva vivere, da donna, libera come quei fratelli.
“Gesù dice: non si possono servire due padroni - ha concluso nella sua omelia Papa Leone. In questo anno dobbiamo scegliere chi servire, se la giustizia o l’ingiustizia, se Dio o il denaro. Così la Chiesa è giovane e attira i giovani. Chiara di Assisi ci ricorda che il Vangelo piace ai giovani. È ancora così: ai giovani piacciono le persone che hanno scelto e portano le conseguenze delle loro scelte. E questo fa venire voglia ad altri di scegliere. È una santa imitazione: non si diventa “fotocopie”, ma ognuno – quando sceglie il Vangelo – sceglie sé stesso. Perde sé stesso e trova sé stesso. L’esperienza lo dimostra: succede così”.