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Monreale, ascolto e prevenzione nella lotta agli abusi grazie alla sinergia tra istituzioni

· Giuseppe Cangemi · Cronaca varia

Tavola rotonda sul tema promossa dall'arcivescovo Gualtiero Isacchi stasera in occasione dell'inaugurazione del nuovo consultorio familiare dell'arcidiocesi di Monreale “San Carlo Borromeo”

MONREALE, 24 novembre – Un’iniziativa davvero importante, promossa dall’arcidiocesi di Monreale, è stata presentata questa sera a Monreale per evidenziare, come ha affermato l’arcivescovo Gualtiero Isacchi, la necessità di un’azione di rete tra le istituzioni per dare risposte su un tema delicato e attuale come quello degli abusi e delle violenze attraverso il rilancio e la promozione dell’educazione, del rispetto della persona e di relazioni integre, che vanno riportati al centro dell’azione congiunta delle istituzioni attraverso processi educativi in grado di rimettere al centro l’ascolto della persona.

Per questo motivo nasce a Monreale lo sportello del consultorio familiare “San Carlo Borromeo” nei locali ex Sant’Isidoro siti in via Antonio Veneziano, che è stato inaugurato stasera da monsignor Gualtiero Isacchi, e dal direttore della Caritas diocesana, don Calogero Latino, in sinergia con l’ufficio diocesano per la tutela dei Minori e delle Persone vulnerabili. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza delle autorità civili e militari, rappresentando un importante passo all’interno di un più ampio progetto di “cura” avviato in arcidiocesi dall’arcivescovo, insieme agli organi collegiali diocesani. Il nuovo consultorio è espressione della Caritas diocesana e della fondazione “San Carlo Borromeo” dell’arcidiocesi di Monreale, in partenariato con il consultorio “Oasi Cana” di Palermo.

Subito dopo presso il palazzo arcivescovile si è svolta una interessante tavola rotonda cui hanno partecipato il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, Maurizio de Lucia, il procuratore aggiunto per le fasce deboli, Laura Vaccaro, lo psicoterapeuta Vincenzo Nuzzo e il preside della Facoltà Teologica di Sicilia, don Vito Impellizzeri alla presenza delle autorità civili e militari, dei vertici dell'Arma dei carabineri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza con la presenza del prefetto di Palermo, Massimo Mariani, e del questore Vito Calvino.

La tavola rotonda, moderata dalla giornalista Alessandra Turrisi, ha toccato vari temi legati all’ascolto delle vittime di abusi attraverso un dialogo a più voci tra magistratura, psicologia e chiesa. Il dibattito pubblico è partito dalla necessità di ribadire l’attuale esigenza di rafforzare la prevenzione, guardando a tutte le componenti della società, passando per il tema della tutela delle vittime, guardando anche al fenomeno della vittimizzazione secondaria. È stato poi focalizzato il tema dell’abuso all’interno del contesto della relazione di fiducia, in cui spesso nasce e si consuma la violenza, e, quindi, l’accompagnamento della Chiesa nello svelamento della violenza, come hanno evidenziato gli autorevoli relatori, può diventare davvero determinante.

Dalla discussione comune è emersa altresì l’urgenza di rivedere anche alcune posizioni della Chiesa, che sul tema, oltre a uscire dalle vecchie logiche dello scandalo, è chiamata a rafforzare la sua capacità di gestire e accompagnare processi di rinnovamento al suo interno, servendosi delle scienze umane e della psicologia per affrontare la centralità del momento dell’ascolto come fase iniziale rilevante per facilitare, laddove necessario, anche le indagini giudiziarie. La Chiesa, ascoltando, può davvero essere il primo punto di accesso per l'ascolto delle vittime, ma anche costituire il primo passo per avviare l’iter giudiziario, rilanciando con la sua attività a contatto con le persone la sua importante funzione di cura dell’umanità.

Al termine della tavola rotonda l'arcivescovo Gualtiero Isacchi ha così ringraziato tutti gli intervenuti, sottolineando come alla base della nascita di questo nuovo consultorio familiare diocesano ci sia la volontà di avviare un sinergico lavoro di rete interistituzionale contro ogni forma di disagio sociale, in cui ognuno è chiamato a fare la sua parte.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 23 luglio – Il copione si ripete troppo spesso. Le fiamme divorano boschi, campagne e montagne, lasciando dietro di sé cenere, devastazione e una lunga scia di rabbia.

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