Moglie di Giovanni Falcone, non sopravvisse all’attentato del 1992
MONREALE, 15 dicembre – Ieri avrebbe compiuto 80 anni Francesca Morvillo, moglie del giudice Giovanni Falcone (entrambi nella foto), uscita gravemente ferita dall’efferata strage mafiosa di Capaci e morta in ospedale poche ore dopo il marito.
Conseguita nel 1967 la laurea in giurisprudenza, decise di seguire le orme del padre Guido e del fratello Alfredo ed entrò quindi nel 1970 in magistratura, rivestendo incarichi di rilievo; fu anche docente di legislazione minorile presso la scuola di specializzazione in pediatria della facoltà di medicina di Palermo.
Francesca Morvillo e Giovanni Falcone si sposarono civilmente nel maggio del 1986, con una cerimonia riservata officiata dal sindaco Leoluca Orlando: il magistrato Antonino Caponnetto era fra i testimoni di nozze; a chi gli chiedeva se avessero intenzione di diventare genitori, Falcone rispondeva: «Non si fanno orfani, si fanno figli».
A Francesca Morvillo è stata conferita la medaglia d’oro al valor civile, con questa motivazione: «Giovane consigliere della Corte d’Appello di Palermo, consorte del giudice Giovanni Falcone, pur consapevole dei gravissimi pericoli cui era esposto il coniuge, gli rimaneva costantemente accanto sopportando gli stessi disagi e privazioni, sempre incoraggiandolo ed esortandolo nella dura lotta intrapresa contro la mafia.
Coinvolta, insieme al magistrato, in un vile e feroce agguato, sacrificava la propria esistenza vissuta coniugando ai forti sentimenti di affetto, stima e rispetto verso il marito, la dedizione ai più alti ideali di giustizia».
Originariamente tumulata al camposanto di Sant’Orsola, agli inizi del 2016 la sua salma è stata traslata al cimitero di Santa Maria dei Rotoli; alla sua memoria è dedicato il Centro di prima accoglienza per i minorenni di Palermo, mentre qui a Monreale le è stato intitolato l’istituto scolastico di via Biagio Giordano.
Com’è stato opportunamente scritto, Francesca Morvillo «non è morta perché era la moglie di Giovanni Falcone, ma perché, come lui, aveva scelto da che parte stare, a qualunque prezzo».