Sarebbero stati presentati falsi contratti di affitto di terreni per ottenere indebitamente contributi destinati al settore agricolo
PIANA DEGLI ALBANESI, 4 febbraio – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo di 58.212,34 euro nei confronti di due coniugi originari di Piana degli Albanesi, indagati per truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.
Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese, al termine di accertamenti delegati dalla locale Procura della Repubblica.
Le indagini, condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Bagheria nell’ambito di attività di polizia economico-finanziaria, avrebbero permesso di ricostruire un sistema finalizzato all’indebita percezione di fondi europei destinati al sostegno e allo sviluppo del comparto agricolo, nello specifico risorse provenienti dal Fondo Europeo Agricolo di Garanzia.
Secondo quanto emerso, la coppia avrebbe aperto una partita IVA nel settore agricolo intestata alla moglie, trasformando successivamente in maniera fittizia una ditta già esistente e riconducibile al marito, ma ormai non più operativa. L’obiettivo, secondo gli investigatori, sarebbe stato quello di ottenere i contributi comunitari dichiarando una falsa attività agricola.
Per dimostrare il possesso dei requisiti necessari alla percezione delle somme, i due avrebbero prodotto contratti di affitto di terreni risultati inesistenti o comunque intestati a soggetti terzi. Sulla base di tale documentazione, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura avrebbe quindi disposto il pagamento dei contributi, che sarebbero stati accreditati sui conti correnti degli indagati nel corso del 2022 e del 2023.
Le somme, secondo gli accertamenti, sarebbero state successivamente prelevate o trasferite tramite bonifici nell’arco di pochi giorni. Il sequestro eseguito dai militari mira ora al recupero integrale delle risorse ritenute illecitamente percepite, attraverso il blocco delle disponibilità finanziarie presenti sui conti correnti e, in subordine, mediante l’aggressione di beni mobili e immobili intestati agli indagati.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto all’illecita percezione di fondi pubblici, considerata fondamentale per garantire la corretta destinazione delle risorse nazionali ed europee a favore delle categorie che ne hanno diritto, come quella degli agricoltori.