Il Comune, frattanto, affida l’incarico legale
MONREALE, 20 aprile – Dopo oltre vent’anni di contenzioso, il Comune di Monreale prova a chiudere una delle vicende giudiziarie più lunghe e complesse della sua storia recente.
Al centro della questione vi è un terreno di oltre 6 mila metri quadrati, sito in fondo Pasqualino, nella frazione di Aquino, oggetto di una disputa avviata nel 2001 e giunta oggi a un possibile punto di svolta. L’obiettivo è valutare e definire un possibile accordo transattivo con gli eredi, proprietari dell’area.
La vicenda affonda le radici in una causa civile che, nei primi gradi di giudizio, aveva visto il Comune prevalere sia davanti al Tribunale sia in appello. Tuttavia, la decisione della Corte di Cassazione nel 2019 ha ribaltato l’orientamento, disponendo un nuovo esame del caso. Il procedimento si è concluso nel 2025 con una sentenza della Corte d’Appello di Palermo che ha condannato l’ente alla restituzione del terreno.
Dopo la pronuncia, allora, l’amministrazione comunale ha avviato un procedimento per acquisire comunque l’area al proprio patrimonio attraverso lo strumento previsto dall’articolo 42-bis del Testo Unico sulle espropriazioni. Parallelamente, però, si è aperta una possibilità alternativa: gli eredi Pasqualino hanno infatti manifestato la disponibilità a una cessione volontaria del bene, proponendo un accordo complessivo da 1,6 milioni di euro.
Una proposta che il Comune ha deciso di approfondire con il supporto dell’avvocato Mimmo Rizzuto, già legale dell’ente nei precedenti gradi di giudizio. A lui sarà affidato il compito di seguire la fase stragiudiziale e accompagnare l’amministrazione nella trattativa, anche attraverso pareri e consulenze tecniche.