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Caro gasolio, siccità e fertilizzanti bloccati nello stretto mettono in ginocchio l’intero comparto agricolo

· Cronaca varia

Caputo ( Udc ): “Il governo regionale proclami lo stato di emergenza”

PALERMO, 29 luglio – “Il mondo agricolo e l’intera filiera produttiva rischiano il tracollo a causa del caro carburanti, certamente non mitigato dalla ridicola riduzione da parte del Governo nazionale, dell’elevatissimo costo dei fertilizzanti a causa del blocco dello stretto di Hormuz, unitamente allo stato di siccità che sta distruggendo i raccolti. Servono misure urgenti e straordinarie per sostenere il comparto produttivo legato al mondo dell’agricoltura che oggi stretto tra costi di produzione insostenibili rischia il tracollo con danno per l’economia siciliana e per il settore occupazionale “

A lanciare l’allarme è Salvino Caputo vicesegretario regionale dell’Udc in Sicilia che ha raccolto il grido di allarme lanciato dalle associazioni dei produttori agricoli che hanno segnalato gli enormi danni che subiranno i nostri agricoltori e i nostri produttori.
“Il Governo regionale deve dichiarare immediatamente – ha detto Salvino Caputo – lo stato di emergenza per l’intera Sicilia e deve prevedere misure straordinarie di sostegno per i nostri agricoltori. Anche i recentissimi incendi che hanno coinvolto coltivazioni e allevamenti zootecnici hanno ulteriormente aggravato le condizioni in cui versano i nostri agricoltori.”
Anche i padroncini che trasportano i prodotti agricoli nei mercati – ha aggiunto Caputo – hanno preannunciato lo stop per protestare contro gli elevatissimi costi del carburante. Una vera e propria polveriera che rischia seriamente di compromettere il futuro della agricoltura isolana”. Intanto il coordinamento regionale dell’Udc, con il segretario regionale Decio Terrana ha chiesto un incontro urgente con l’Assessore regionale Sammartino per concordare iniziative a sostegno del comparto.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 23 luglio – Il copione si ripete troppo spesso. Le fiamme divorano boschi, campagne e montagne, lasciando dietro di sé cenere, devastazione e una lunga scia di rabbia.

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