Anche a Monreale la Nuova DC è una forza politica di notevole rilevanza
MONREALE, 11 novembre – In questi giorni, l’inchiesta che coinvolge Totò Cuffaro (nella foto) e diversi suoi sodali ha prepotentemente riportato alla ribalta il “cuffarismo”.
«Con questo termine - ha spiegato in un’intervista l’ex governatore regionale - si intendeva la capacità di quel Cuffaro, che oggi non c’è più, di occuparsi delle persone attraverso un “do ut des” in cambio del voto. Il cuffaresimo, memore dall’umanesimo, è invece la capacità e la volontà della nuova DC di ascoltare le persone e di farsi carico dei loro bisogni».
Nelle sue parole appare netta la distinzione fra cuffarismo e cuffaresimo: resta però comprendere se è vero che - come sostiene il diretto interessato - il Cuffaro degli anni passati “non c’è più” oppure se ci troviamo in presenza di un tipico caso di camaleontico gattopardismo.
In Sicilia, ormai da anni, il partito che ha fondato è una realtà politica significativamente diffusa e consolidata; va però detto che di sicuro non ha convinto né attratto chi si è riconosciuto negli ideali e nell’azione di personalità come Alcide De Gasperi, Giorgio La Pira, Aldo Moro, Tina Anselmi, Piersanti e Sergio Mattarella.
Attualmente anche a Monreale la nuova DC, che ha in giunta due assessori, ha un notevole peso specifico: alle amministrative dello scorso anno ha ottenuto più di 4.000 preferenze, eleggendo sei consiglieri comunali; con il repentino abbandono di Paola Naimi, il gruppo ha dovuto privarsi di uno dei suoi componenti, ma la rappresentanza consiliare rimane numericamente consistente e politicamente rilevante.
Non può dubitarsi che gli attuali neo-democristiani monrealesi siano seguaci e fautori del nobile cuffaresimo e che nulla hanno a che fare con il becero e spregiudicato cuffarismo, che peraltro è stato sconfessato (e dichiarato morto) dal suo stesso ideatore.
L’inchiesta avviata dalla Procura di Palermo, è chiaro, deve fare il proprio corso; è tuttavia immaginabile che se “Totò vasa-vasa” non dovesse uscirne indenne, la “sua” DC sarebbe fatalmente destinata al declino, se non addirittura al dissolvimento. Francesca Donato, vicepresidente nazionale del partito, si è espressa in termini ruvidamente chiari: «La ricerca del consenso politico ed elettorale non può continuare a basarsi sui rapporti personali, sullo scambio di favori e sulla concessione di privilegi realizzati con comportamenti illeciti, oltre che eticamente inaccettabili».
Fin d’ora, comunque, può intravedersi in alcuni la tentazione di abbandonare la traballante nave cuffariana, nel tentativo di sottrarsi a un rovinoso affondamento. In obbedienza alla “legge del mare” ci sarà senz’altro chi si premurerà di salvare i naufraghi e di offrire loro riparo e accoglienza.