Il documento passa senza il voto dell’assessore. Sandro Russo (Pd): “Le sue dimissioni l’unica scelta politicamente corretta"
MONREALE, 4 febbraio – Passa in giunta il bilancio di previsione 2026, ma si apre ufficialmente il “caso Lo Verso”. La delibera, infatti, relativa al documento di programmazione economica dell’anno in corso, è stata approvata senza il voto dell’assessore alla Cultura.
Il fatto, al di là del modesto valore numerico, assume, invece, un rilevante valore politico ed arriva dopo gli screzi dello scorso mese di dicembre, relativi alla gestione dei locali destinati al museo del mosaico. Se si tratta di un acquazzone passeggero o se, come dicono, il fatto si presenta come antifona ad una tempesta politica di più grosso rilievo, lo scopriremo nei prossimi mesi durante i quali prenderanno forma in maniera più netta le linee e gli schieramenti in vista delle elezioni regionali del 2027. Fabrizio Lo Verso, come è noto, è stato eletto alle scorse amministrative nella lista del “Il Mosaico” ma, al tempo stesso – è altrettanto noto – ha sposato il progetto politico di Marco Intravaia.
Sul “no” dell’assessore Lo Verso soffia sul fuoco l’opposizione, che non grida allo scandalo, ma segna il fatto con la matita blu e chiede le dimissioni dell’assessore. “La scelta dell’assessore Lo Verso di non votare il bilancio comunale – afferma Sandro Russo, consigliere comunale del Partito Democratico – segna un passaggio politico grave e difficilmente giustificabile. Il bilancio non è un atto qualunque, ma il provvedimento cardine attraverso cui un’Amministrazione definisce priorità, servizi e investimenti per la città. Non sostenerlo equivale, nei fatti, a sfiduciare l’azione di governo di cui si è parte.
La mancata espressione di voto rappresenta una rottura politica evidente e pone una questione che non può più essere elusa: è ancora compatibile la permanenza di Lo Verso in Giunta? La risposta, sul piano della responsabilità istituzionale, appare una sola.
La vicenda – dice ancora Russo – assume contorni ancora più delicati considerando che l’assessore appartiene al Mosaico, forza politica che sostiene l’attuale maggioranza ed è politicamente vicina al deputato regionale di Forza Italia Marco Intravaia, presidente del Consiglio comunale. Un atteggiamento del genere certifica una frattura interna alla coalizione e mina la credibilità dell’intero assetto di governo.
In democrazia, la coerenza non è un optional – aggiunge – . Un assessore che non condivide il bilancio ha il dovere politico di trarne le conseguenze fino in fondo. Restare in Giunta senza sostenere l’atto più importante dell’amministrazione significa occupare un ruolo di governo senza assumersene le responsabilità.
Per questo, le dimissioni di Lo Verso non rappresenterebbero un gesto estremo, ma l’unica scelta politicamente corretta. Ogni altra soluzione – silenzi, distinguo o ambiguità – rischia di trascinare Monreale in una crisi strisciante, indebolendo l’azione amministrativa in un momento in cui la città avrebbe invece bisogno di stabilità, chiarezza e una guida coesa”.
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