“Il seggio occupato non appartiene al singolo eletto, ma rappresenta la fiducia che gli amministratori locali della Democrazia Cristiana hanno riposto nella sua candidatura”
PALERMO, 25 giugno – Il passaggio del consigliere metropolitano Flavio Pillitteri (nella foto) alla formazione di Forza Italia apre un caso politico all’interno della Democrazia Cristiana palermitana, che chiede ora le dimissioni dalla carica ricoperta alla Città Metropolitana di Palermo.
A sollevare la questione sono Santi Bellomare, segretario provinciale della Dc a Palermo, Salvo Imperiale, capogruppo Dc al Comune di Palermo, e Luciano Marino, capogruppo Dc alla Città Metropolitana, che intervengono dopo la notizia del cambio di partito del consigliere.
“Le recenti dinamiche politiche che hanno visto il passaggio in Forza Italia del consigliere metropolitano Flavio Pillitteri impongono una riflessione sul rispetto delle istituzioni e degli amministratori della Democrazia Cristiana che, in occasione delle elezioni del Consiglio Metropolitano di Palermo, hanno espresso la propria fiducia nei suoi confronti”, dichiarano i rappresentanti della Dc.
Pur riconoscendo la legittimità della scelta politica personale di Pillitteri, i vertici democristiani sottolineano come il cambio di appartenenza avrebbe dovuto essere accompagnato, a loro avviso, dalla rinuncia all’incarico elettivo. “Ci saremmo aspettati le sue dimissioni dalla carica di consigliere della Città Metropolitana di Palermo per una fondamentale questione di coerenza democratica”, affermano.
Il nodo, secondo la Dc, riguarda la natura stessa del Consiglio Metropolitano, eletto attraverso un sistema di secondo livello: non sono infatti i cittadini a votare direttamente i consiglieri metropolitani, ma sindaci e consiglieri comunali del territorio.
“Il seggio occupato non appartiene al singolo eletto, ma rappresenta la fiducia che gli amministratori locali della Democrazia Cristiana hanno riposto nella candidatura di Flavio Pillitteri”, spiegano Bellomare, Imperiale e Marino. Secondo il partito, il passaggio a una nuova forza politica avrebbe modificato gli equilibri usciti dalle urne e rappresenterebbe una forzatura rispetto al mandato politico ricevuto.
“In un’elezione di secondo livello – aggiungono – il vincolo morale e politico con la lista di appartenenza è ancora più significativo rispetto alle elezioni dirette. Continuare a occupare quel seggio sotto una nuova bandiera danneggia la credibilità dell’ente”.
La richiesta finale è quindi quella di un passo indietro: “Auspichiamo che Flavio Pillitteri compia un atto di responsabilità e rassegni le proprie dimissioni, consentendo il subentro del primo dei non eletti della lista originaria e ripristinando così la legittimità democratica del voto espresso”.