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P. Novelli ''La consegna del cordiglio francescano a San Luigi'' (particolare)

San Luigi, re di Francia, a Monreale tra storia e tradizione

· Giuseppe Cangemi · Curia

Oggi, in occasione della festa liturgica, raccontiamo la sua singolarità e il legame tra Monreale e la Francia attraverso la figura del re santo

MONREALE, 25 agosto – Se i mosaici del duomo di Monreale lo rendono unico e prezioso nel mondo, ogni suo angolo è anche un vero e proprio scrigno di storia. Nel transetto sinistro della cattedrale si trova, infatti, la tomba altare fatta costruire dal cardinale Torres, che contiene le reliquie di san Luigi dei Francesi, al secolo re Luigi IX, nato in Francia, a Poissy, il 25 aprile del 1214, di cui oggi ricorre l’anniversario della morte avvenuta a Tunisi il 25 agosto del 1270.

La storia del re è davvero particolare perché Luigi IX divenne re di Francia giovanissimo a soli 12 anni, più precisamente dal 1226, e venne proclamato santo nel 1297 da Papa Bonifacio VIII. Fu grazie alla madre Bianca di Castiglia che si riuscì a contenere la situazione politica nei primi anni di governo e a consentire a Luigi IX di portare avanti il suo regno. Fu un sovrano in grado di promuovere ben due crociate in nome del suo autentico e fervido sentimento religioso. Tra le sue imprese più importanti e storiche ci furono la vittoria sui signori della Linguadoca e nel 1233 la sconfitta del conte di Tolosa. Con la pace di Parigi stipulata nel 1259, Luigi IX definì l’acquisizione del Poitou, dell’Angio’ e dell’Aquitania, ottenendo un’espansione territoriale in grado di dare maggiore stabilità al regno di Francia.

In vita ebbe grande fama di santità e la sua fede lo spinse a guidare ben due crociate per la liberazione della Terra Santa. A lui si devono, infatti, la sesta e la settima crociata. Tra il 1248 e il 1254, fu catturato dalle truppe islamiche e liberato dietro riscatto. Tornò in Francia, resse il regno con pietà cristiana, preparando una seconda crociata. Ma dopo quest’ultima, a causa di un’epidemia di peste che colpì l’esercito sotto le mura di Tunisi, assediata dalle sue truppe, Luigi IX morì.

Ed è proprio a seguito della sua morte che la storia di Luigi IX si intreccia con quella di Monreale perché a Monreale nel 1270 furono accolte, provenienti da Tunisi, le spoglie del re. Per motivi di opportunità politica suo fratello, il re Carlo D'Angiò preferì per la sepoltura Monreale a Palermo, tuttavia, come sostengono alcuni studiosi, la scelta fu dettata anche dalla volontà del re angioino di vedere i resti del fratello conservati in un monastero simbolo dell’alleanza tra monachesimo e potere regio in modo da creare un collegamento in termini di devozione tra la Sicilia e la Francia. A Monreale così si conservarono le sue reliquie, in particolare le viscere, mentre le sue spoglie mortali furono portate in Francia. Secondo la tradizione, infatti, le sue spoglie, dopo la morte, furono oggetto di contesa tra il figlio, Filippo III, e il fratello Carlo. Le sue ossa furono così portate in Francia, mentre le viscere restarono nel duomo di Monreale.

Il culto di San Luigi, però, come dimostrano alcuni studi storici, non ebbe subito un felice riscontro presso i siciliani, per quanto Luigi fosse un re santo era legato a una dinastia non benvoluta dai siciliani, anche perché, come affermato da vari studiosi, l’intento di Carlo era stato quello di rafforzare attraverso la figura del fratello una dinastia da poco installata in Sicilia, cercando così di consolidare il proprio legame con l'isola. A promuovere, invece, il culto del santo contribuirono, come ci raccontano le fonti, i miracoli che si verificarono sull’isola non appena giunsero le sue reliquie: il primo riguarda una donna in travaglio da diciassette giorni giudicata ormai morta, che, portata nel luogo in cui arrivarono i resti del re santo, partorì un figlio guarendo completamente; il secondo riguarda proprio l’Abate di Monreale, che, ammalato, saputo del miracolo della donna partoriente, nella stessa sera in cui le reliquie di Luigi IX arrivarono a Monreale celebrò una messa in suo ossequio al cui termine, deposte le reliquie in terra, guarì. Da allora giunsero all’abbazia monrealese tanti pellegrini a invocare la guarigione.

L’iscrizione di San Luigi al Terz’Ordine francescano e la sua vita di preghiera e carità verso i poveri lo legano ancora oggi alla spiritualità francescana, di cui resta una bellissima testimonianza artistica, che ancora una volta lo lega a Monreale, nel quadro del pittore monrealese Pietro Novelli, raffigurante “La consegna del cordiglio francescano a San Luigi” del 1635, nella chiesa di Maria SS. di Monte Oliveto, detta Badia Nuova, a Palermo.

 

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

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