Dopo 848 anni le reliquie di San Castrense tornano in Campania per uno storico evento sacro
Le reliquie del santo sono a Monreale dal 1177 come dono dell’arcivescovo di Capua Alfano per le nozze del re Guglielmo II con Giovanna d’Inghilterra
MONREALE, 29 agosto – È in programma nei prossimi giorni in Campania un evento sacro davvero storico in onore di San Castrense, patrono dell’arcidiocesi di Monreale, dopo ben 848 anni dall’arrivo in Sicilia dei resti del corpo del santo.
La storia di San Castrense è infatti legata a quella di Monreale e risale al tempo in cui l’arcivescovo di Capua, Alfano, accompagnando nel 1177 la principessa Giovanna, figlia di Re Enrico II d’Inghilterra e sorella di Riccardo ''Cuor di leone'', a Palermo, portò come dono di nozze al Re Guglielmo II il corpo di San Castrense senza la testa rimasta a Capua.
Le origini del santo, vescovo di Cartagine, sono però ben più antiche e affondano le loro radici nel V secolo d.C., anche se ne abbiamo poche notizie certe. Secondo la tradizione, infatti, fu imbarcato, ai tempi della persecuzione dei Vandali di Genserico, su una nave priva di timone affinché morisse in mare, ma miracolosamente riuscì a sbarcare sulle coste della Campania dove iniziò a svolgere il suo mandato episcopale. Vescovo di Castel Volturno o di Sessa Aurunca, secondo ciò che ci è stato tramandato, sappiamo però che guidò con amore e grande impegno pastorale i suoi fedeli. Come raffigurato nei pannelli musivi del duomo di Monreale, in vita liberò un uomo posseduto dal demonio e salvò una nave carica di persone in mare. Morì alla fine del V sec. d.C. tra i suoi fedeli che da subito lo venerarono in Campania e altri paesi. Fu ritenuto martire perché rappresentato in alcune pitture, rinvenute nel 1881 in una grotta a Calvi in provincia di Caserta, risalenti al VII secolo, insieme al martire Prisco.
Le sue reliquie oggi si conservano all’interno del duomo di Monreale, nella cappella a lui dedicata, nella famosa urna d’argento che viene portata in processione nel giorno della sua solennità dalla chiesa di San Castrense fino al duomo, che fu fatta realizzare dal cardinale Cosimo Torres, nipote del cardinale Ludovico Torres, nel 1637.
Dopo 848 anni il prezioso reliquiario domani sarà accompagnato a Marano dall’arcivescovo di Monreale, Gualtiero Isacchi, che l’1 settembre presiederà la santa messa solenne in onore del santo presso la chiesa parrocchiale di Marano dedicata al santo. Con lui da Monreale partiranno anche Don Nicola Gaglio, parroco del duomo di Monreale e Don Antonio Crupi, parroco della chiesa San Castrense a Monreale. Nei giorni seguenti le reliquie del santo si sposteranno da Marano di Napoli a Quarto Flegrea, Sessa Aurunca e Castelvolturno. Per 9 giorni le città campane che venerano il santo come patrono, saranno unite nella gioia e nella preghiera con un ricco programma di importanti iniziative religiose e musicali in suo onore e in memoria del suo sbarco in Campania dove ancora a distanza di secoli è tanto amato dai fedeli.
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