Promosso dall’Ufficio di Pastorale della Salute dell’Arcidiocesi di Monreale, diretto da don Gioacchino Capizzi ha introdotto la riflessione sull’ homo sperans e l’umanizzazione delle cure
MONREALE, 17 dicembre - Si è svolto nella suggestiva cornice della cattedrale di Monreale lo scorso 15 dicembre 2025, il Giubileo degli operatori della Salute, un intenso momento di incontro, riflessione e preghiera promosso dall’Ufficio di Pastorale della Salute dell’Arcidiocesi di Monreale, diretto da don Gioacchino Capizzi, che ha introdotto la riflessione sull’homo sperans e l’umanizzazione delle cure.
L’iniziativa ha raccolto numerosi operatori del mondo sanitario e sociosanitario: medici, infermieri, ostetrici, operatori socio-sanitari e assistenziali, fisioterapisti, tecnici sanitari, assistenti sociali, volontari, responsabili di strutture, personale amministrativo e di supporto. Tutti accomunati dal desiderio di vivere un momento giubilare che desse senso, respiro e rinnovata motivazione a un servizio quotidiano spesso segnato dalla fatica, ma profondamente umano.
Ad aprire l’incontro è stata una riflessione sui miracoli di guarigione compiuti da Gesù, segni eloquenti della sua compassione e della sua vicinanza all’umanità sofferente. Un richiamo forte alla dimensione evangelica della cura, che non si limita al gesto tecnico, ma coinvolge l’intera persona, corpo e spirito. Don Nicola Gaglio, arciprete della cattedrale, ha guidato i presenti in una lettura spirituale dei mosaici del duomo, aiutando a coglierne il messaggio teologico e simbolico. Attraverso l’arte sacra, i partecipanti sono stati invitati a contemplare Cristo medico delle anime e dei corpi, lasciandosi interpellare dalla bellezza che educa alla speranza e alla fiducia.
Il cuore della serata è stato il momento di preghiera, guidato da monsignor Gualtiero Isacchi, Arcivescovo di Monreale. Con parole semplici e profonde, l’Arcivescovo ha offerto una riflessione rivolta a tutti gli operatori della salute, riconoscendo il valore prezioso della loro missione e affidando al Signore il loro cammino personale e professionale. La preghiera è diventata così spazio di affidamento, di consolazione e di rinnovato impegno. Il Giubileo degli Operatori della Salute si è concluso in un clima di raccoglimento e gratitudine, lasciando nei presenti la consapevolezza di essere parte di una comunità che cura, accompagna e spera, sostenuta dalla fede e dalla prossimità di una Chiesa attenta alle fragilità dell’uomo.