Monreale, avviato il rilancio delle parrocchie tra corresponsabilità, partecipazione e comunione
Dopo il rinnovo e la costituzione dei nuovi consigli pastorali parrocchiali e degli affari economici delle parrocchie avviati i primi laboratori formativi
MONREALE, 23 aprile – Alla luce del cammino sinodale compiuto dall’arcidiocesi di Monreale, dopo l’approvazione dei due nuovi documenti recanti il nuovo statuto e il regolamento dei consigli pastorali parrocchiali e degli affari economici , questi ultimi sono stati rinnovati e costituiti con decreti emanati dall’arcivescovo di Monreale, monsignor Gualtiero Isacchi. (nella foto).
Tra il 17 e il 22 aprile tutti i componenti dei nuovi consigli pastorali e degli affari economici delle comunità parrocchiali dei Vicariati dell’arcidiocesi sono stati così convocati da monsignor Gualtiero Isacchi, che con don Luca Leone, delegato per la pastorale, e don Pietro Macaluso, delegato per i laici, ha ripercorso il cammino sinodale dell’arcidiocesi, riflettendo insieme con tutti i nuovi membri degli organi ricostituiti sul valore della missione dell’annuncio del Vangelo nella comunione ecclesiale all’interno delle realtà parrocchiali e interparrocchiali in un intenso momento formativo che, prendendo le mosse dal documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, si è poi concentrato sulla nota pastorale della CEI sul volto missionario delle parrocchie, riprendendo altresì la nota pastorale di monsignor Cataldo Naro dal titolo “Lettera pastorale ai sacerdoti e ai fedeli della Chiesa di Monreale”.
“Della comunione ecclesiale - ha affermato l’arcivescovo Isacchi - tre sono le “tessere” fondamentali, che compongono l’unico grande “mosaico” della Chiesa monrealese: parrocchie, laici e consigli pastorali in una visione di “pastorale integrata”, che, così come ricorda la Lettera pastorale di Cataldo Naro, guardi alla parrocchia come realtà inserita all’interno di un tessuto di relazioni stabili.
Le parrocchie di Monreale, prima tessera costituiva di questo mosaico che è la Chiesa diocesana, sono chiamate a essere sempre più luoghi in grado di svolgere un’attività pastorale in cui la Chiesa sia capace di donare senso alla vita delle comunità. Contro le possibili derive autoreferenziali, antidoti dovranno essere il senso di appartenenza alla diocesi, che va costantemente coltivato ed è immagine della Chiesa stessa, insieme con la capacità di guardare al territorio non solo come spazio geografico, ma soprattutto come spazio antropologico.
Seconda tessera, secondo l’arcivescovo Isacchi, sono i laici, che hanno il dovere di portare avanti la corresponsabilità laicale nella Chiesa con la libertà di manifestare ai pastori i propri pensieri. Essi hanno la facoltà e il dovere di far conoscere il loro parere per il bene della Chiesa. “Laici e pastori- ha affermato monsignor Isacchi -sono membra dello stesso corpo. I laici sono inseriti nella Chiesa tanto quanto i pastori e sono chiamati pertanto alla responsabilità comune”.
L’ultima e fondamentale tessera sono proprio i rinnovati consigli pastorali parrocchiali, nei quali la comunione dovrà trasformarsi in partecipazione, che è anche una postura ecclesiale. “I nuovi consigli insediati saranno luogo di discernimento, non di decisioni, cartina tornasole della vita delle parrocchie” - ha concluso l’arcivescovo.
Alla luce di tutto ciò, saranno fondamentali per il rilancio effettivo della pastorale delle parrocchie la costante verifica del raggiungimento degli obiettivi in una dimensione laboratoriale, dove ciascuno è chiamato a fare la propria parte, cercando di captare i bisogni delle parrocchie per potere dare risposte adeguate e capaci di generare veri processi trasformativi, poiché, come si legge nel documento approvato dall’arcivescovo, “è compito del consiglio pastorale parrocchiale studiare ed esaminare tutto ciò che concerne le attività pastorali nella parrocchia in relazione ai percorsi fondamentali della vita comunitaria, in attuazione delle indicazioni diocesane date dal Vescovo. Il consiglio, in particolare, è chiamato a servire la comunione offrendo al ministero del Parroco il suo consiglio e proponendo le conclusioni pratiche adatte a promuovere e sostenere la conformità della vita e dell'azione del popolo di Dio con l'Evangelo”.
I nuovi consigli dureranno in carica cinque anni dalla loro costituzione e con la loro composizione rappresentano tutte le realtà parrocchiali dell’arcidiocesi.
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