Segno visibile della riconoscenza al Crocifisso da parte delle comunità parrocchiali di Monreale. In questo dono ci sono oggetti che esprimono sentimenti di riconoscenza e desideri di grazie
MONREALE, 2 maggio –I Vespri di questo 400esimo anniversario del Santissimo Crocifisso sono iniziati in un modo inconsueto, ma assai speciale, con l'offerta al Salvatore Crocifisso di una gioia che ne ingemmerà il costato.
Del suggestivo inno “Corri o figlio” celebre è la strofa che riguarda il costato: ‘Non ti arresti il tuo peccato sulla soglia dell'altare, dall'aperto suo costato sgorga un'onda salutare”. Ed è a quell’onda salutare e a quella ferita del costato del Crocifisso, segno del dono totale della sua vita per noi, ma anche segno del suo immenso amore per noi, che questo prezioso dono ha voluto negli intenti ricollegarsi, assumendo così per la comunità monrealese un grande valore nella solenne ricorrenza del 400esimo anniversario.
Si tratta di una gioia, realizzata grazie alle donazioni di preziosi dei fedeli, che ha inteso onorare l’importante ricorrenza dell’anno giubilare. Questo ornamento significativo del Crocifisso desidera essere così un segno delle comunità parrocchiali, che sanno di trovare la loro unità in questo squarcio, nella fonte del loro esistere. “In questo dono- ha affermato don Nicola Gaglio- ci sono oggetti che esprimono sentimenti di riconoscenza e desideri di grazie”.
L’iniziativa della parrocchia cattedrale, guidata da don Nicola Gaglio e don Luca Leone, rispettivamente parroco e vice parroco, è stata offerta all’arcivescovo Gualtiero Isacchi dai rappresentanti delle quattro comunità parrocchiali di Monreale. Anche durante la novena i servizi liturgici sono stati svolti da membri delle comunità parrocchiali. Essa riprende un costato antico ed è realizzata con oro, segno della luce, della gloria divina; rubini, segno del sangue e germogli, per indicare che dalla ferita del Crocifisso germoglia la vita. Mentre la dedica posta sul costato, riprendendo la semplice dedica dell'arcivescovo Roano nella cappella del Crocifisso in cattedrale recita così: “Gualtiero arcivescovo e il suo popolo all'Amore Crocifisso”.
“In questo Anno di grazia in cui celebriamo il quarto centenario della prima festa del Santissimo Salvatore Crocifisso- ha affermato don Nicola Gaglio - ci accostiamo al mistero dell'Amore trafitto con sensi di gratitudine. E il dono prezioso che oggi presentiamo non è solo un ornamento di metallo nobile e di pietre preziose, ma il segno visibile della nostra riconoscenza, a colui che nella croce ci ha amato e ci attrae tutti a se. E che rimane ferito per l'eternità”.
Dopo la benedizione dell’arcivescovo, la gioia è stata posta sul costato del Santissimo Crocifisso.