Scuola di pace, un percorso di dialogo e confronto per i giovani di Monreale
L’iniziativa è promossa dall’arcidiocesi. Ieri il bilancio del primo anno di attività con l’arcivescovo, Gualtiero Isacchi
MONREALE, 4 giugno – Un percorso di dialogo e confronto aperto tra giovani e adulti partecipanti per riflettere insieme su pace e fraternità: questo il senso profondo dell’iniziativa formativa ed educativa avviata dall’arcidiocesi di Monreale durante quest’anno, fortemente voluta dall’arcivescovo di Monreale, monsignor Gualtiero Isacchi, e portata avanti grazie all’azione dell’ufficio della pastorale sociale e del lavoro, diretto da don Angelo Inzerillo.
Sono stati realizzati tre incontri formativi per ognuna delle tre zone pastorali individuate all’interno dell’arcidiocesi: Monreale, Partinico e Corleone. Tre prospettive diverse (''Non è bene che tu sia solo'', ''Felicità è partecipazione'', ''Voglio cercare un senso''), ma con l’unico obiettivo di costruire una comunità capace di ascolto, responsabilità e consapevolezza. Ad essere coinvolti sono stati tanti giovani di Monreale, che ieri riuniti a Poggio San Francesco hanno tracciato il bilancio di questo primo anno di attività. Tra di loro erano presenti studenti universitari, giovani provenienti dalle parrocchie di Monreale, ma anche studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio diocesano, tra cui una numerosa rappresentanza, presente alla giornata conclusiva, proveniente dal liceo Don Colletto di Corleone, dall’istituto tecnico Carlo Alberto Dalla Chiesa di Partinico, dall’istituto superiore Corbino di Partinico.
Dopo l’apertura dei lavori affidata a don Angelo Inzerillo, che a conclusione dell’anno formativo ha ringraziato i dirigenti scolastici delle scuole partecipanti, i giovani coinvolti nel progetto e i docenti facilitatori dei percorsi, l’arcivescovo di Monreale, monsignor Gualtiero Isacchi, ha evidenziato come questo progetto, nato dall’idea iniziale della chiesa diocesana di investire sui giovani intorno al tema della pace, abbia trovato proprio nei giovani impegnati in prima persona gli attori principali dell’iniziativa, che proseguirà anche per il prossimo anno.
Un bilancio più che positivo è stato quello elaborato nella riflessione di ieri dai giovani, che hanno coordinato insieme con docenti universitari ed esperti in formazione gli incontri previsti nelle tre sedi della scuola di pace, che hanno permesso ai partecipanti di mettersi in gioco all’interno di attività formative strutturate, anche in dialogo con gli adulti aderenti al programma formativo. Laboratori, esercizi di scrittura creativa, riflessioni a partire da testi filosofici e teatrali, confronti sui temi della felicità, della solidarietà, della pace e dell’empatia hanno dato vita a un cammino comunitario da fare insieme, in cui i giovani hanno sperimentato che la Chiesa di Monreale è uno spazio accogliente, in cui le dinamiche laboratoriali hanno rinforzato le reti relazionali e identitarie.
Con la scuola di pace la Chiesa di Monreale ha fatto così germogliare l’inizio di un percorso di crescita e responsabilità condivisa e partecipata, stando accanto ai giovani, cercando di ascoltarli, di accompagnarli e di lasciarsi insegnare anche qualcosa da loro.
“La scuola di pace - ha affermato monsignor Isacchi - vuole essere uno strumento di costruzione di responsabilità, aiutando ciascuno a riflettere su quanto sia importante pensare con la propria testa e insegnando l’importanza della responsabilità verso se stessi e ciò che ci circonda. La scuola di pace vuole diventare uno spazio trasformativo, capace di far riscoprire a ogni giovane la propria bellezza e unicità, costruendo momenti formativi non come semplice trasmissione di competenze, ma come spazi in cui tessere comunione”.
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