Ordinati due nuovi sacerdoti, monsignor Isacchi: ''Il vostro impegno sacerdotale sia servizio autentico''
Tre le caratteristiche indicate ai due nuovi presbiteri dall’arcivescovo per il loro servizio: parresìa nell’annunciare, umiltà evangelica nell’esercitare, centrati in Cristo Gesù nel vivere
MONREALE, 24 giugno –In una cattedrale gremita di fedeli sono stati ordinati oggi pomeriggio due nuovi sacerdoti per l'arcidiocesi di Monreale, nel giorno della natività di San Giovanni Battista. Si tratta di Gaspare Borsellino della comunità parrocchiale “San Martino” di Corleone e Vito Gallina della comunità parrocchiale “Sacro Cuore di Gesù” in Carini.
L'ordinazione è avvenuta, come da tradizione, con una celebrazione solenne, presieduta dall'arcivescovo di Monreale, monsignor Gualtiero Isacchi, alla presenza delle autorità civili e di numerosi fedeli. Dopo la presentazione dei candidati all’arcivescovo da parte del rettore del seminario arcivescovile, don Francesco Di Maggio, è stata la volta dell’omelia di monsignor Isacchi.
“Esprimo gratitudine - ha affermato monsignor Isacchi - all’equipe educativa e alla comunità del Seminario e a tutti coloro che, a diverso titolo, hanno accompagnato Gaspare e Vito negli anni di formazione: le loro famiglie, i parroci, le comunità parrocchiali di origine e di ministero, la Comunità parrocchiale Gesù a Nazaret di Milano e i Fratelli dell’Istruzione Cristiana della comunità di Scampia di Napoli, che li hanno accolti nella preparazione ultima. Ringrazio tutti coloro che concretamente hanno sostenuto e sostengono il nostro Seminario. Un particolare pensiero lo rivolgo alle nostre monache Carmelitane di Giacalone che sin dall’ingresso in seminario si fanno “cappellane” di ciascun seminarista assicurando la costante preghiera. Saluto e ringrazio i Sindaci e le altre autorità civili convenuti, con la loro presenza sottolineano il valore sociale del ministero sacerdotale: siete consacrati presbiteri per la comunità cristiana e al servizio del mondo intero. La Solennità della Natività di San Giovanni Battista conferisce a questa celebrazione e al vostro nuovo ministero un sapore particolare. Il Battista agisce in un’epoca di transizione, molto simile a quella attuale, in cui il popolo d’Israele è chiamato ad entrare nel tempo nuovo del Verbo incarnato. In questo contesto, il profeta indica come via essenziale per incontrare il Messia, quella della conversione, del cambiamento e della novità’’.
L’arcivescovo Isacchi ha poi ricordato nella sua omelia l’importanza della fraternità e dell'impegno sacerdotale vissuto come servizio autentico, sottolineando le tre caratteristiche distintive di quest’ultimo, ovvero parresìa nell’annunciare, umiltà evangelica nell’esercitare, l’essere centrati in Cristo Gesù nel vivere.
“Carissimi don Gaspare e don Vito - ha continuato il presule - siete chiamati, insieme a questo presbiterio di cui fate parte, ad essere guide nel passaggio dall’antico al nuovo, dalla religiosità del tempio all’adorazione in spirito e verità, dalla fede professata a quella vissuta, dalla pastorale orientata alla conservazione a quella creativa della missione. Per far questo, scrive Papa Leone, “ci è richiesta una relazione con Dio che non ci allontani dagli uomini, ma ci renda prossimi per tutti”. Il Santo Padre indica pure, come priorità: “Abbiate cura della fraternità presbiterale: cercatevi, ascoltatevi, sostenetevi. Il sacerdote che si isola, lentamente si spegne; il sacerdote che cammina con i fratelli cresce”. Anche l’austero e solitario Giovanni Battista ha avuto bisogno di compagni di strada con cui condividere la missione, i dubbi e le scoperte”.
Gli eletti si sono dunque disposti di fronte all’arcivescovo per la professione degli impegni. Monsignor Isacchi ha allora ‘’imposto’’ le mani sul capo degli ordinandi come da tradizione: questo è il gesto sacramentale che consacra al presbiterato. Dopo di lui hanno fatto lo stesso tutti i sacerdoti presenti, infine l’arcivescovo ha pronunciato la preghiera di Ordinazione. In ultimo si sono svolti i riti esplicativi con la vestizione degli abiti sacerdotali da parte dei due ordinati e al termine l’unzione crismale.
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