Racconta i restauri di opere e manufatti conservati all’interno del museo diocesano di Monreale
MONREALE, 26 giugno –Si è svolta ieri all’interno della Sala Roma del palazzo arcivescovile di Monreale la presentazione del volume ''Il Sogno di Guglielmo. Restauri al Museo Diocesano di Monreale''.
Il libro racconta il progetto di recupero, finanziato dal dipartimento dei Beni culturali e dell’Identita’ siciliana, che ha consentito il restauro di 19 opere e manufatti del museo diocesano di Monreale. Quest’ultimo, museo ecclesiastico che rappresenta la fede e la devozione del popolo dell’arcidiocesi nella sua storia, espone su tre piani opere d’arte di particolare pregio del patrimonio storico-artistico della Chiesa di Monreale. I pregiati oggetti d’arte in esso contenuti coprono l’arco di tempo che va dal XII al XX secolo e tra questi vi sono dipinti su tavola e tela, sculture, arazzi, manufatti tessili, paramenti sacri, suppellettili liturgiche, preziosi prodotti di oreficeria siciliana e opere in corallo.
Grazie a questo restauro è stato possibile portare a compimento un intervento che rientra tra quelli previsti dalla Regione ai fini della tutela, della valorizzazione e della messa in rete del patrimonio culturale, materiale e immateriale, in aree di attrazione e di rilevanza strategica tale da consolidare e promuovere processi di sviluppo in Sicilia come nel caso di Monreale e della sua arcidiocesi.
Ad aprire la presentazione del volume è stato l’arcivescovo di Monreale, monsignor Gualtiero Isacchi, che, sottolineando l’importanza del lavoro di restauro svolto su queste opere all’interno del progetto denominato ''Il Sogno di Guglielmo'', ne ha evidenziato l’importanza non solo nel restituire l’originaria bellezza degli oggetti d’arte interessati, ma anche nella capacità di ampliare le nostre prospettive, mostrando come il sogno di Guglielmo, rivivendo nel nostro presente, sia ancora oggi in grado di farci guardare al futuro per continuare a sognare.
Subito dopo è stata la volta degli interventi di Selima Giorgia Giuliano, soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, e di Maria Concetta di Natale alla guida scientifica del museo diocesano di Monreale. Grazie all’azione sinergica dell’arcidiocesi di Monreale, della soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo e dell’Università degli Studi di Palermo si è resa possibile l’attuazione e la realizzazione del restauro di ben 19 opere d’arte di vario genere.
Queste ultime sono state oggetto della relazione di Sergio Intorre, professore associato dell’Università di Palermo, che ha presentato il volume in tutta la sua interezza e complessità, affermando come esso non sia un semplice catalogo tecnico dell’intervento, ma un valido strumento di ricerca storico-artistica. Il volume, infatti, possiede una significativa struttura, che, partendo dalla storia della città di Monreale, prosegue con una sezione dedicata al territorio dell’arcidiocesi per concludersi con un focus dedicato al collezionismo privato di Salvatore Renda Pitti. Inoltre, nel suo intervento, lo studioso ha fatto emergere l’importanza storico-artistica di ciascun’opera restaurata e i vari significati simbolici. Il volume si conclude con una sezione di approfondimento sul tipo di restauro applicato ad ogni opera con le relative schede tecniche e con la presentazione del nuovo percorso di digitalizzazione museale portato avanti dal museo diocesano con il progetto ''Discovery Museum 2.0'', grazie alla collaborazione dell’azienda Ecubing s.r.l., sotto la direzione di Giovanni Alberto Vacanti.
Quest’ultimo ha presentato al pubblico il progetto, mostrando il grande potenziale di questa digitalizzazione, che facilita la visita del museo attraverso l’uso dei visori Meta VR, delle postazioni inclusive con totem touchscreen e touchless con navigazione gesture e LIS accessibile anche a visitatori con disabilità anche tramite l’app museale già disponibile per iOS e Android. La digitalizzazione museale, attraverso ''Discovery Museum 2.0'', si rivela così uno strumento efficace per la piena fruizione del patrimonio museale diocesano. La presentazione dei restauri ad opera di un rappresentante della ditta Calvagna Catania, infine, ha messo in evidenza come siano state attuate tutte le possibili strategie per il restauro e la conservazione dei beni d’arte coinvolti nel progetto affinché essi possano essere restituiti alla fruizione degli studiosi e del pubblico.
In conclusione, l’arcivescovo Isacchi, ringraziando tutti gli intervenuti all’evento, ha ribadito la necessità di continuare a credere che sia possibile trasformare la realtà attraverso la bellezza custodita e preservata nel nostro territorio diocesano.
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