MONREALE, 13 luglio - Non è un bel giorno per lo sport monrealese. Lo diciamo con una tristezza e con un magone nel cuore come poche volte ci è capitato.
Il Torneo dei Quartieri e delle Frazioni di Monreale, edizione 2026, meritava certamente un epilogo diverso. Meritava un epilogo frutto di ciò che succede in campo. Di certo non meritava una fine caratterizzata da un abbandono in massa di una squadra che lascia il terreno di gioco e va sotto la doccia senza che ancora sia stato emesso il triplice fischio.
E poco importa che l’autore di questo gesto sia stato il San Martino. Questo principio varrebbe e vale per tutti. Da appassionati di calcio e di sport in generale, abbiamo sempre avuto scritta in testa una regola: si vince e si perde sul campo. Al di là delle decisioni dell’arbitro che possono essere favorevoli o sfavorevoli a noi. Ci hanno sempre insegnato che le regole, anche se amare, vanno rispettate.
Purtroppo ieri sera non è andata così. Il San Martino, che fino a quel momento aveva giocato una partita eroica, che avrebbe meritato solo applausi, ha deciso di chiuderla anzitempo.
Non ce ne voglia il San Martino, squadra corretta, fatta di bravi ragazzi, nelle cui fila, tra l’altro, militano diversi nostri amici, ma andare via prima della fine della gara ci è sembrata una grave mancanza di rispetto. Intanto nei confronti dei mille a passa spettatori che ieri sera, fino a tarda ora erano assiepati sulle tribune del Conca d’Oro, sperando di vedere una partita di calcio fino alla sua naturale conclusione. E pazienza se alcuni di loro hanno convintamente o ironicamente applaudito durante l’abbandono del campo.
È stata una mancanza di rispetto nei confronti dell’organizzazione, da Alessio Tarallo in poi, che lavora 365 giorni l’anno per condurre una manifestazione che può essere considerata un vanto per il nostro sport cittadino e che adesso vede invece mortificato il proprio lavoro e i propri sacrifici (e sono tanti).
È stata una mancanza di rispetto nei confronti dell’amministrazione comunale, presente anche ieri sera, che su questo torneo ha investito, mettendoci la faccia e anche il sostegno economico.
Spiace dirlo, ma è stata una mancanza di rispetto verso la memoria di tre ragazzi, nel cui ricordo il torneo anche quest’anno si è giocato.
Detto questo, siamo dell’avviso che (a parer nostro, attenzione) la direzione di gara di ieri sera non sia stata impeccabile e che probabilmente un migliore utilizzo del buon senso, più che del regolamento, avrebbe fatto arrivare la partita in porto senza scossoni e senza eccessive proteste. Ma anche l’arbitro è un uomo (tra l’altro giovane) e così come un attaccante può sbagliare un gol a porta vuota, così come un portiere può fare una papera, anche l’arbitro può adottare una decisione discutibile o controversa, che penalizza una squadra e ne agevola l’altra.
Ciò non toglie, però, che il suo giudizio vada sempre accettato, pur se difficile da inghiottire. Se così non fosse verrebbe meno una regola fondamentale dello sport e sarebbe il trionfo dell’anarchia e del “liberi tutti”.
Probabile che queste righe ci renderanno antipatici agli occhi di tanti, ma di fronte a certe cose non siamo abituati a restare in silenzio e a far finta di niente. Ce ne faremo una ragione, forti del senso dello sport che ha fatto sempre da linea guida alle nostre azioni e che ieri sera, purtroppo, è stato dimenticato.