Anna Maria Di Liberto, Marina Palazzo e Ester Madonia, tre insegnanti che hanno dato tanto alla scuola monrealese
di Stefano GorgoneCarissimo direttore,
in un incontro realizzato con il mondo della scuola nel lontano mese di luglio del 2014, al quale ho personalmente partecipato, papa Francesco affermò di non avere mai dimenticato lo sguardo benevolo, la tenerezza, il sorriso della sua maestra della scuola elementare, tutti atteggiamenti che gli hanno fatto amare la scuola.
Nel suo prezioso volumetto “L'ora di lezione” lo psicoterapeuta Massimo Recalcati riferisce di essere stato “salvato” da una giovane docente che parlava di letteratura e poesia con “una passione sconosciuta”, sapendo fare del sapere un oggetto del desiderio. A volte, infatti, può bastare una sola ora di lezione ben fatta o anche un sorriso, un abbraccio, una semplice manifestazione di fiducia per cambiare una vita. Sono sentimenti di stima che desidero esprimere nei confronti di Anna Maria Di Liberto e Marina Palazzo in servizio presso la scuola Pietro Novelli e di Ester Madonia, in servizio presso la scuola Francesca Morvillo, tre docenti che si apprestano a lasciare la scuola perché collocate in quiescenza.
In anni lontani che sono rimasti indelebili nella mia mente, erano gli anni della mia prima esperienza come dirigente scolastico, ho avuto modo di conoscere ed apprezzare bene la loro solida formazione umana e pedagogica, l'acuta intelligenza nell'individuare strategie didattiche sempre più innovative, la piena disponibilità al dialogo e al confronto. E' stato un tempo in cui la scuola primaria è stata segnata da profonde riforme strutturali quali i decreti delegati, i nuovi programmi, il superamento del maestro unico e l'introduzione dell'organizzazione modulare e di una seconda lingua, l'obbligo per ogni istituzione scolastica di dotarsi del piano dell'offerta formativa.
Sono stati anni di studio intenso durante i quali le suddette insegnanti si sono rivelate capaci di costruire un efficace ambiente di apprendimento, di trasmettere un sapere non astratto o già morto, ma concretamente legato alla vita. Sull'esempio di don Lorenzo Milani che aveva pubblicato "Lettera ad una professoressa” si sono presi cura degli alunni, cercando di prestare la giusta attenzione alle loro esigenze per non lasciare indietro nessuno.
Anche nel tempo più recente in cui gli strumenti digitali mettono a disposizione infinite quantità di contenuti ed informazioni hanno saputo affermare l'insostituibile funzione del docente nello sviluppare l'originalità del pensiero, lo spirito critico, nel distinguere il vero dal falso, nel suscitare entusiasmo e voglia di conoscere, nel piantare semi di saggezza e di umanità nei cuori e nelle menti dei loro alunni.
E' stato un servizio, quello di Anna Maria Di Liberto, Marina Palazzo ed Ester Madonia dispiegato con sobrietà ed umiltà, senza ricercare il palcoscenico e la ribalta, fondato esclusivamente sul senso del dovere e di responsabilità. In un tempo in cui spesso la scuola viene marginalizzata, ignorata, colpevolizzata mi pare doveroso riconoscere i meriti di docenti che hanno fatto amare la scuola spendendosi con grande competenza, serietà e generosità per le nuove generazioni.
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