fumetto
di Giuseppe Leto
Egregio direttore,
come tutte le famiglie monrealesi, nei giorni scorsi, mi è stato recapitato dall’Amap S.p.A. la bolletta di fornitura dell’acqua riferita al periodo 1 ottobre 2024 – 3 giugno 2025.
Un periodo cioè di 8 mesi ove mi imputano un consumo stimato in 71 mc, ad un prezzo di 2,65 euro per mc. ed un totale di 188 euro. Prima di avventurarmi in considerazioni affrettate, ho consultato lo storico dei consumi addebitati in precedenza dal Comune ricavandone che, ad esempio, nell’intero anno 2022 mi sono stati addebitati in totale 86,65 euro per un consumo di 48 mc nell’anno, al prezzo di 1,80 euro per mc.
Rapportando i dati Amap all’intero anno 2025, per un confronto omogeneo per l’anno 2025 avrei quindi un consumo annuo stimato di 106,5 mc, al prezzo di 2,65 euro, per un totale di 282,225 contro gli 86,85 euro a saldo dell’anno 2022. Questo il dato scandaloso che se ne ricava.
In questi anni dalla destra al potere e dai politici alla Salvini siamo stati martellati di messaggi che osannavano all’efficienza della gestione privata rispetto a quella pubblica e convinti che la concorrenzialità avrebbe aperto le porte ad ingenti risparmi. Sono questi i risultati?
Noi adesso siamo soltanto due in famiglia: io e mia moglie, entrambi pensionati e l’avviso che ci è stato recapitato dall’Amap ci sconcerta, ma non ci getta nella miseria, ma una giovane famiglia, magari con due o tre figli in tenera età, che generano più consumi idrici, monoreddito perché manca il lavoro, con retribuzioni di meno di 9 euro l’ora cosa si è vista recapitare? E l’amministrazione?
In quest’Italia, paese dei balocchi come lo descrive Giorgia Meloni, dove aumentano i lavoratori a termine pagati a meno di 9 euro l’ora, che risplende dell’inefficienza crescente del servizio sanitario, dove chi va in pensione dall’indigenza passa alla miseria, dove i giovani sono costretti a spendere i loro talenti all’estero per godere di compensi dignitosi, dove cresce nelle periferie il numero dei giovani con meno di 18 anni che circolano con le pistole in tasca seminando lutti, l’amministrazione di questa città abbia almeno il pudore di chiedere scusa ai cittadini, la decenza di stoppare la speculazione alla quale ha consegnato la città.
Dove sono i controlli? I cittadini sono in balia del libertinaggio speculativo? La politica non è distribuire onorificenze accattivanti, né tagliare i nastri di arrivo per opere programmate da altri.
Per chi, come me, ha fatto politica attiva di sinistra, in un paese democratico la politica è stare attenti agli ultimi, a quelli che vedendosi recapitare simili avvisi dall’angoscia del vivere quotidiano precipitano nella disperazione; ed è degna di merito l’azione promossa da Davide Mirto e Sandro Russo, dei solo due consiglieri di opposizione di una amministrazione che ha assunto le connotazioni comunemente definite bulgare. Ma per quali meriti?