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Anche i giovani della nostra diocesi al Giubileo dei Giovani per l'Anno Santo

· Stefano Gorgone · L'opinione
fumetto di Stefano Gorgone

Carissimo direttore,
saranno presenti pure trenta giovani dell'Azione cattolica e della Fuci della nostra diocesi, alcuni di Monreale, al Giubileo dei Giovani che da lunedì 28 luglio a domenica 3 agosto si celebrerà a Roma.

Anche se stiamo vivendo un momento storico davvero preoccupante, segnato dal terrorismo e dalle guerre, sarà l'evento giubilare dell'Anno Santo più partecipato. Alla veglia di preghiera di sabato notte e durante la celebrazione eucaristica di domenica mattina con papa Leone a Tor Vergata è prevista, infatti, la presenza di 500 mila giovani provenienti dai diversi Paesi, anche dalle zone di conflitto come l'Ucraina, il Sudan, la Russia, Betlemme. In un tempo in cui spesso i giovani vengono considerati vuoti di ideali e privi di valori è importante riconoscere che si recano a Roma non per spirito di avventura, ma perché hanno voglia di partecipare, di vivere un'esperienza unica e coinvolgente di fede, di costruire relazioni, ascoltare, condividere aspirazioni, progetti.

Sarà, infatti, una settimana densa di eventi, di impegni, di testimonianze in cui sarà dato spazio alla preghiera, alla meditazione, alla riflessione su temi particolarmente attuali come quello della sostenibilità ambientale, dell'amicizia nell'era del digitale, del futuro, della speranza. Sarà un importante momento di ascolto e di confronto sulle grandi domande della vita dei giovani del nostro tempo, un'occasione preziosa per non rinchiudersi in sé stessi e fare sentire il proprio grido contro le guerre.

Sono previsti pure intrattenimenti musicali con la partecipazione di importanti gruppi tra cui il famoso trio italiano “Il Volo”. Sarà, soprattutto, un momento di gioia, di festa, durante il quale i giovani potranno sperimentare la bellezza della fraternità tra i popoli, un'esperienza che resterà indelebile nei loro cuori.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 23 luglio – Il copione si ripete troppo spesso. Le fiamme divorano boschi, campagne e montagne, lasciando dietro di sé cenere, devastazione e una lunga scia di rabbia.

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