Il concorso per Vigili Urbani a Monreale: a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca?
di Tonino RussoGià dalle ultime settimane estive e ancor più in questi giorni, a Monreale oltre che dei tanti problemi non si parla altro che di concorso comunale per l’assunzione di 7 vigili urbani.
Giovedì è stata pubblicata la graduatoria dei primi 174 idonei. In verità, alla prima prova erano oltre mille, ma poi la selezione ha ridotto il numero. Così, quasi un migliaio non saranno tra i più fortunati. Sì, fortunati, sembra strano ma è così. I sette vincitori di concorso, da un primo esame, sembrano avere cognomi sconosciuti ai più a Monreale, al punto da lasciare supporre che non siano monrealesi. Dall’8º al 174º nominativo di idonei vige la riservatezza e la conseguente apposizione dell’omissis.
Ma perché una lista così lunga di idonei non vincitori? Perché oggi è possibile che ogni comune acceda a graduatorie di idonei di altri comuni e, in fondo, una lista di idonei non vincitori in qualche modo risponde alle speranze e a certe esigenze con cui chi amministra deve pur sempre misurarsi. Faccio un esempio, suggeritomi dalle maldicenze o dalla saggezza popolare, di cui solo quel galantuomo del tempo scioglierà il dubbio. Se, come si mormora, il solo comune di Palermo in virtù di una “emergenza” (sempre possibile, per carità), dovesse aver bisogno di assumere a breve un centinaio di vigili urbani, chiedendone la disponibilità e verosimilmente pagando un nullaosta al comune di Monreale, l’operazione di collocazione nella pubblica amministrazione sarebbe riuscita alla perfezione. E in tanti sarebbero felici e contenti.
La vera domanda spesso borbottata è: chi sarebbero o chi sono i fortunati idonei non vincitori? Molti monrealesi doc, di quelli col pelo sullo stomaco tale da potervi fare le treccine, ostentano di sapere come vanno le cose del mondo, dicono di avere la certezza che tra i nominativi inseriti almeno nei primi 50 classificati ci sarebbero cognomi molto noti in città e nelle frazioni. Si parla di parenti e di amici stretti, se non strettissimi, del gotha, meglio della crème de la crème della politica monrealese. In qualche caso, si tratterebbe, ma ci credo poco, perfino di amministratori candidati in prima persona. Sarà vero?
Un autorevolissimo leader della prima repubblica era solito sostenere che “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”. Personalmente, se potessi scegliere e condizionare il corso degli eventi, preferirei peccare ma non azzeccarci.
Ma torniamo al chiacchiericcio cittadino. Qualcuno più scaltro, in un siffatto quadro, sempre che tutto venga confermato dalla ufficialità dei nomi veri, è pronto a scommettere che non mancherà nemmeno qualche cognome di rampollo dell’apparato burocratico. Fin qui, è giusto dirlo, fino a prova contraria, non c’è nulla di illecito sul piano delle norme.
Certo, sul piano morale, se tutto o solo in parte dovesse rispondere a verità, per molti, se non alle proprie coscienze, sarà difficile spiegare ciò ai tanti ragazzi e ragazze che con grandi sacrifici, per anni si sono spezzati la schiena sui libri a studiare e poi sono dovuti emigrare. Altresì, sarà difficile spiegare il concetto di meritocrazia ai loro genitori che si sono fatti il mazzo sperando in una società più inclusiva e meno marginalizzante per i propri figli. Ma al momento parliamo dí supposizioni di popolo. Un’ultima questione sollevata da queste voci, con rabbia e disprezzo, sarebbe che tutti i partiti starebbero partecipando al banchetto e alla spartizione della torta.
“Sunnu tutti curnuti”; “tutti si stanno spartennu u porcu”; “A sciarra è sempre pa cutra”. Questi alcuni commenti ricorrenti. Poi, la ciliegina: “E nuddu s’innadduna ri nenti”, ossia una subdola polpetta avvelenata lanciata verso l’opposizione. Cosa che mi ha fatto girare alquanto le scatole e ha contribuito a convincermi a buttare giù queste righe. Personalmente e con piena cognizione di causa, sento il dovere di sgomberare il campo da ogni possibile sospetto rispetto al mio partito ed ai dirigenti che oggi lo guidano. Il Partito Democratico è l’unico gruppo che dentro il Consiglio comunale è collocato all’opposizione e, seppure sia molto battagliero, i rapporti di forza restano di due consiglieri contro 22 della maggioranza. Nulla abbiamo a che spartire con la maggioranza e con l’amministrazione Arcidiacono.
Spero che presto vengano ufficializzati i nomi di tutti i concorrenti al concorso per aver chiaro il quadro complessivo. Sfido chiunque a dire l’opposto. Anzi, già che ci siamo, sarebbe utile che ogni altro partito o movimento prendesse ufficialmente posizione per smentire ed allontanare giudizi e pregiudizi. Non so quante formazioni politiche potranno permettersi questo lusso che comunque presto potrebbe andare a verifica.
Mi auguro vivamente che la nostra posizione non rimanga isolata e soprattutto che la città prossimamente non debba vivere giorni di rabbia e vergogna, frutto di pratiche morali che ci auguriamo siano ormai consegnate al peggior passato.
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