fumetto
di Mariella Sapienza
La violenza dilagante è il frutto di mezzo secolo in cui tutto è stato permesso. Un passo alla volta... L'insulto all'insegnante dal padre che ha ritenuto scorretto un voto sul registro, il regolamento di conti tra vicini per un posteggio auto, la mancata empatia per l'altro, l'egoismo dominante in cui io e la mia vita valgono più di tutto e tutti.
Io, io, io che pretendo di avere la meglio e che piuttosto che il linguaggio e la ragione uso le armi, mezzi più veloci a raggiungere lo scopo: la soppressione di chi mi è inviso.
Poco fa accennavo al linguaggio, mi direte e che c'entra con le morti, le sparatorie e la violenza. La parola ha un valore e se diventa turpe e violenta, scurrile, sporca, insignificante nella sua dabbenaggine allora il pensiero lo è di più. Film e serie TV, programmi in prima serata (Grande Fratello, Isola dei Famosi etc...) che affermano giorno dopo giorno, come droghe travestite da immagini innocue, che il nulla vale più della cultura e della conoscenza. Rapper che inneggiano agli stupri e sostengono i delinquenti su palchi nelle piazze d'Italia, senza nessuna censura. Quei messaggi arrivano ai ragazzi e li prendono come vangeli.
E poi le famiglie, non tutte per carità, ma in molti casi "Famiglie assenti" fatte da adulti troppo presi dall'immagine di sé. Peter Pan che non si considerano più genitori ma amici dei figli, utilizzano la libertà con l'accezione semplicistica di assenza di regole e valori... Tutto si può fare e tutto si può avere senza sforzo...
Uno Stato, infine, il nostro, il nobile Stato italiano, troppo interessato alle armi e alla macchina economica che produce ricchezza per pochi e che ha dimenticato che per fare crescere bene un popolo è necessario creare cultura e non sottocultura. Le pallottole sono il frutto malato di chi ha seminato il male e lo ha fatto passare come il migliore dei mondi possibili.
Forse sarà necessario l'esercito in ogni strada, forse è d'obbligo smantellare tutti gli arsenali e distruggere le piantagioni di droga, ma se non si guarisce l'anima dell'uomo ci sarà ancora una volta una storia come quella di oggi che vedrà un figlio morto e una comunità attonita che piange un altro innocente caduto per il nulla in cui si crede, il nulla per cui si gioca l'intera esistenza.