fumetto
di Giuseppe Cangemi
L’occasione, ieri, della presentazione del volume “Dalla terra al cielo” di monsignor Michele Pennisi, edito da Pegaso editore, ha sottolineato l'importanza della testimonianza cristiana autentica come primo mezzo di evangelizzazione. L’impegno nelle diverse sfide della società contemporanea come la guerra, la bioetica, la geopolitica e le questioni sociali può essere affrontato soltanto rilanciando un nuovo umanesimo contro l’anestesia dell’umano dilagante. L’importanza del dialogo e della condivisione assumono una rilevanza nelle comunicazione non più rinviabile.
Su questo e tante altre problematiche attuali locali, nazionali e internazionali si è interrogata ieri la Chiesa monrealese in un interessante incontro pubblico alla presenza dell’arcivescovo Gualtiero Isacchi. La presentazione del volume di monsignor Pennisi si è tenuta a Monreale nella solennità di San Francesco di Sales, la stessa giornata in cui è arrivato il messaggio di Papa Leone XIV, in occasione delle 60esima giornata mondiale delle comunicazioni sociali, nella quale il pontefice ha reso noto il suo messaggio dal titolo “custodire voci e volti umani”.
Un richiamo ai volti e alle voci come tratti unici e irripetibili di ogni persona, ma che costituiscono allo stesso tempo l’elemento costitutivo di ogni incontro umano. Si rappresenta così in una giornata densa di significato per il tema della comunicazione umana la volontà di rilanciare ancora una volta l’importanza di cogliere le nuove sfide e opportunità che la tecnologia e il digitale offrono alla comunicazione umana senza perdere di vista mai se stessi e la custodia del creato.
Il tema delle comunicazioni sociali è stato così riportato al centro del dibattito mondiale in questa giornata, associandolo all’innovazione digitale, all’intelligenza artificiale e all’uso di questi strumenti nella comunicazione umana. Il rischio paventato e assai attuale è la perdita di autenticità e di riconoscimento personale, che questi nuovi strumenti rischiano di affermare.
Per questo il messaggio del pontefice contiene un invito esplicito a usare questi strumenti perché possano essere alleati e non sostituti della persona umana mediante tre pilastri irrinunciabili: responsabilità, cooperazione ed educazione. Affrontare il futuro in via di costruzione significa essere pronti a cooperare in una strategia di rete in cui tutti gli attori coinvolti agiscano in sinergia per costruire e rendere effettiva una cittadinanza digitale consapevole e responsabile. A quest’ultimo fine punta l’educazione, che aiuta a riflettere, a sviluppare pensiero critico, a elaborare una responsabile cultura della comunicazione.
Possiamo affermare, dunque, che oggi sia fondamentale indagare la dinamica del processo educativo e metterlo in comune con l’antropologia per considerare l’impatto che fattori come le nuove tecnologie hanno sul piano delle relazioni umane in termini di inclusione e diversità culturali. In questo senso l’alleanza tra antropologia ed educazione diventa strategica per capire fino in fondo come le teorie educative, che la pedagogia ci ha trasmesso, possano essere messe in dialogo con i cambiamenti sociali e culturali attuali per un nuovo umanesimo, che rimetta al centro la persona e la difesa di tutti quei valori non negoziabili da salvaguardare, cui ha fatto riferimento monsignor Pennisi durante la presentazione del suo libro, citando Papa Benedetto XVI, a partire dalla tutela della vita umana in tutte le sue fasi.