Skip to main content

Impariamo a sognare insieme nella nostra città

· Stefano Gorgone · L'opinione
fumetto di Stefano Gorgone

Carissimo direttore,
in un tempo dominato dai social e dal rumore costante, ma anche dall'indifferenza, dalla mancanza di partecipazione alla vita pubblica del nostro Paese, Massimo Cacciari ci invita ad essere veramente padroni della nostra vita interiore, a perseguire con tenacia e coerenza i valori in cui crediamo, a saperci assumere le nostre responsabilità.

“Per vivere bene – afferma il filosofo veneziano – dobbiamo fare affidamento sulla nostra legge interiore, sui valori profondi, sui principi fondamentali che orientano le nostre scelte e costituiscono il nostro stile di vita.” Ciò non significa affatto isolamento dal mondo, ma è grazie al silenzio interiore che si impara a conoscere meglio sé stessi e ci si apre alle relazioni interpersonali. A noi è richiesto di non cedere alla rassegnazione, ma di coltivare legami profondi, farci compagni di strada, sentirci parte di una comunità in un clima di corresponsabilità e di solidarietà.

Come afferma il filosofo polacco Jozef Tscher “ stando davanti all'altro, stiamo davanti all'infinito. L'altro è colui che ci fa scoprire qualcosa di noi che non conosciamo. Protesi verso l'altro, l'io non si annulla ma si rafforza.” Invece di cercare rifugio in comunità virtuali ed evanescenti come spesso capita oggi, dobbiamo riscoprire la gioia dell'incontro, per conoscerci, condividere esperienze e preoccupazioni e rendere la società più umana. Come amava ripetere papa Francesco che ci invitava a guardare negli occhi i nostri interlocutori, abbiamo bisogno di una comunità nella quale ci aiutiamo a vicenda e nella quale impariamo a sognare insieme.

E' il cammino della fraternità e dell'amicizia sociale che può salvarci dall'individualismo sempre più diffuso nella nostra società. Un ruolo importante deve essere riconosciuto all'ambiente in cui viviamo ed operiamo. La città, infatti, per Giorgio La Pira non può essere un semplice aggregato edilizio, ma al di là delle barriere ideologiche, deve essere un organismo vivo al servizio dell'uomo, da amare come parte della propria personalità, un luogo che sappia rispondere ai desideri profondi, alle aspirazioni, alle speranze dei cittadini.

Dobbiamo risvegliarci, dunque, da un certo torpore ed impegnarci in modo che la nostra città sia piena di spazi che possano favorire forme di aggregazione, di solidarietà, di impegno dei cittadini che con serietà, competenza e passione, vogliano spendersi per il bene comune. La scuola, le parrocchie, le associazioni operanti nel nostro territorio costituiscono il luogo privilegiato per educare alla relazione, al dialogo costruttivo, per offrirci momenti in cui gustare la bellezza di essere una comunità.

Articoli correlati mobile

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

Edizione locale

Rubrica

Rubrica