Skip to main content

La Costituzione non è intoccabile, ma…

· Nicola Giacopelli · L'opinione
fumetto di Nicola Giacopelli

Il referendum sulla riforma della magistratura ha riportato d’attualità le questioni che riguardano le modifiche alla Costituzione.

 L’articolo 138 stabilisce che le relative norme possono essere variate solo con una legge approvata nello stesso testo da entrambi i rami del Parlamento: se la legge è votata con una maggioranza dei 2/3 entra direttamente in vigore; se invece la modifica è approvata a maggioranza assoluta, è previsto un referendum confermativo richiesto da 1/5 dei parlamentari ovvero da 500.000 elettori o da cinque consigli regionali.

Dal 1963 ai nostri giorni sono intervenute più di venti modifiche a vari articoli della Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio del 1948; la questione non è se sia consentito o meno riformarla: questa eventualità l’hanno prevista coloro che l’hanno voluta, scritta e votata, con un’intesa che ha coinvolto tutte le forze politiche democratiche allora in campo, con la sola esclusione dei post/neo-fascisti, alle cui idee (?) alcuni sono ancora oggi legati, magari senza ammetterlo esplicitamente.
Se è chiaro che le norme costituzionali non sono immutabili, c’è tuttavia da interrogarsi su come e in quali termini sia corretto e accettabile mettervi mano; e c’è anche da fare un’attenta riflessione su chi possa responsabilmente farlo.
Abbiamo attualmente in Parlamento personaggi autorevoli, credibili e qualificati di cui possiamo effettivamente fidarci per revisionare la Costituzione con equilibrio e accorta saggezza? In tutta franchezza, più di un dubbio è lecito averlo.

E nel dubbio teniamoci ben stretto ciò che abbiamo ereditato dai padri e dalle madri costituenti, nella consapevolezza che la nostra Costituzione «ha creato un sistema in cui nessuno, da solo, può avere troppo potere» (Sergio Mattarella) e che «è piena di grandi promesse che penetrano nei cuori e li allargano … e che una volta intese non si possono più ritirare» (Piero Calamandrei).

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

Edizione locale

Rubrica

Rubrica