Progetti finanziati dal Pnrr: quando una polemica diventa una logomachìa
di Nicola GiacopelliIl segretario cittadino del Partito Democratico ha lanciato un duro attacco all’amministrazione comunale di Monreale, paventando il rischio che molti finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza possano essere revocati, con la conseguenza di «aver bruciato un’opportunità storica per i cittadini e per lo sviluppo sociale di questa città abbandonata».
Non si è fatta attendere la risposta degli assessori, che coralmente si sono affrettati a smentire le affermazioni dell’esponente Dem, evidenziando che «tutti i lavori finanziati dal Pnrr sono al passo con il cronoprogramma e molti saranno presto consegnati».
Le dichiarazioni dell’una e dell’altra parte appaiono quindi totalmente contrastanti, per cui è inevitabile che i cittadini rimangano disorientati e perplessi, nel tentativo di comprendere come stiano effettivamente le cose.
E’ risaputo che i progetti finanziati dal Pnrr devono essere ultimati entro il 30 giugno 2026 e che, ad oggi, non c’è all’orizzonte alcuna proroga; ed è noto che per quanto riguarda l’utilizzo delle consistenti risorse del “Recovery Fund” assegnate al Comune di Monreale la situazione presenta da tempo sia luci che ombre.
Ci sono interventi che sono stati già conclusi, come ad esempio l’allestimento della mensa dell’istituto “Margherita di Navarra” di Pioppo, ed altri che sono sostanzialmente terminati, fra i quali i lavori di ristrutturazione della scuola dell’infanzia della stessa frazione; ma è anche vero che le opere relative al palazzo municipale, all’impianto di risalita e al centro sportivo della Ranteria sono state avviate tardivamente e, sebbene siano in corso di esecuzione, non è neanche lontanamente immaginabile che possano essere ultimate entro la fine del prossimo mese.
Non va dimenticato, poi, che per alcuni lavori finanziati dal Pnrr non sono state neppure indette le gare d’appalto (si pensi al centro di raccolta per i rifiuti differenziati e agli interventi di rigenerazione urbana) e che i progetti per la costruzione dell’asilo nido in contrada Cirba e per la nuova sede del Centro per l’Impiego sono silenziosamente naufragati. Insomma, il quadro complessivo che emerge non è del tutto confortante: questo è innegabile.
In ogni caso, le affermazioni della segreteria Dem di Monreale si rivelano un po’ confusionarie e trovano solo in parte riscontro nella realtà dei fatti, mentre la piccata e frettolosa replica degli assessori comunali appare superficiale e contiene diverse “mezze verità”. E così ci si imbatte nella tipica polemica in cui non c’è chi ha ragione e chi ha torto: hanno torto tutti.
A ben guardare, però, quella a cui si è assistito non è in effetti una polemica, bensì una logomachìa: una discussione inconcludente che non aiuta a fare chiarezza sulla complessa vicenda relativa ai fondi Pnrr e che, in concreto, non serve e non porta a nulla. Bisognerebbe piuttosto chiedere a tutti (ma proprio a tutti) di impegnarsi ad affrontare la questione con senso di responsabilità, rispetto della verità, realismo ed equilibrio. Ma forse è chiedere troppo.
Articoli correlati
Articoli correlati mobile
Il 2025 va via: sarà un anno da non archiviare
MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.



