Skip to main content

I nonni e il valore della fragilità

· Stefano Gorgone · L'opinione
fumetto di Stefano Gorgone

Carissimo direttore,
in occasione della “Giornata internazionale degli anziani e dei nonni” l'Auser di Monreale promuove presso la propria sede di via Venero, 217 una interessante e lodevole iniziativa alla quale parteciperà anche il nostro arcivescovo monsignor Gualtiero Isacchi.

Mi piace segnalare questo evento non solo perché la terza età è un tempo della vita al quale appartengo, ma anche perché essa in genere viene vista come il tempo del pensionamento, della fragilità, dell'emarginazione, della solitudine.
Indubbiamente essere anziani è una realtà che costringe a diverse rinunce perché i riflessi non sono più quelli della giovinezza, si sperimentano continuamente forze ridotte, gli interessi e le passioni si affievoliscono, non si ha più voglia di inseguire il successo.

Eppure la terza età ci arricchisce di nuove risorse che aiutano a vivere in maniera feconda: la saggezza, la generosità, la lealtà, la tenerezza, la capacità di ascolto e di discernimento, il tempo dedicato al prossimo. Esse costituiscono un patrimonio di valori che possono illuminare il cammino delle nuove generazioni. Essere anziani, diceva papa Giovanni Paolo II, è un privilegio non solo perché non tutti hanno la fortuna di raggiungere questo traguardo ma soprattutto perché questo è il periodo che consente di riconsiderare il proprio passato, di conoscere e approfondire meglio il senso della vita.

I nonni tramandano radici, storie, tradizioni, sono dei veri e propri custodi della memoria, sono il ponte fondamentale tra il passato di una famiglia e il futuro delle nuove generazioni. Essi forniscono alla comunità un valido supporto concreto ed emotivo. Non tutti hanno la fortuna di avere genitori capaci di essere all'altezza delle proprie responsabilità educative, di aiutare i propri figli a dotarsi di una forza interiore. Come afferma Gustavo Zagrebelsky vi sono madri che vogliono essere ed apparire come le figlie e padri che “non vogliono crescere e rinunciano a sé stessi per mimetizzarsi nella cultura giovanile dei figli.” In molti casi sono proprio i nonni che aiutano anche economicamente le giovani coppie nella gestione dei bambini. Essi aiutano i nipoti a vincere l'angoscia del futuro, a credere nelle loro possibilità, ad impegnarsi con spirito di sacrificio per il raggiungimento dei loro obiettivi. Pur continuando ad avere ruoli di responsabilità nella società si adoperano per rendere più umano il clima familiare e tenere sempre vivo il rapporto tra le generazioni.

Sono nonni che, pur con le loro fragilità, hanno ancora voglia di coltivare la mente ed il cuore, di provare stupore e meraviglia per la bellezza del creato, di consolidare i legami di amicizia, nonni pienamente consapevoli che per vivere bene il proprio tempo non conta quanto si vive ma come si vive. Si può essere, infatti, “vecchi” a 30 anni e pieni di vita dopo i 70. A noi il dovere di essere sempre più solidali, accoglienti ed inclusivi nei loro confronti riconoscendo che gli anziani hanno nella società un ruolo e un valore inestimabili.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 23 luglio – Il copione si ripete troppo spesso. Le fiamme divorano boschi, campagne e montagne, lasciando dietro di sé cenere, devastazione e una lunga scia di rabbia.

Edizione locale

Rubrica

Rubrica