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Bullismo e cyberbullismo: se n’è parlato oggi alla scuola Morvillo

· Istruzione

Interessante lezione tenuta dal capitano dei carabinieri fi Monreale, Niko Giaquinto

MONREALE, 28 ottobre – Appena una settimana fa, al palazzo arcivescovile, si è sottoscritto il patto educativo fra istituzioni civili, religiose e militari e scuole del territorio.

Proprio per effetto di quello si è tenuto stamattina, nell’aula magna “Luigi Caracausi” della scuola Morvillo, un importante incontro sui temi del bullismo e cyberbullismo che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze di scuola secondaria che hanno avuto la possibilità di dialogare col capitano Niko Giaquinto e col luogotenente Antonio La Rocca, comandanti rispettivamente della compagnia e della stazione dei carabinieri di Monreale.
Partendo da una riflessione sui concetti di responsabilità, senso civico e rispetto delle regole, il capitano ha voluto sottolineare quanto sia ormai diffusa la moda della trasgressione dai parte dei giovani che seguono modelli negativi avvertiti come “ vincenti” e come invece sia impopolare agire nel bene Comune, nel rispetto delle persone e delle leggi in nome di una libertà che ormai è scaduta in libertinaggio, amoralità, cultura della violenza e della morte.

Purtroppo ci si ricorda della nobiltà dei valori da condividere e mettere in pratica nei rapporti interpersonali solo in occasioni estreme, quando succedono fatti gravi e irrimediabili, invece, importante è prevenire nel quotidiano ed è per questo che tutti gli educatori e le Forze dell’Ordine devono organizzare dei momenti di riflessione per i nostri giovani.
In tale ottica si è discusso di bullismo e cyberbullismo come atti tesi a ledere la dignità della persona, sottovalutando gli effetti fisici e psicologici a lungo termine che si manifesteranno nelle vittime.

I bulli in realtà traggono la loro forza da schiere di altri individui che ne condividono le condotte malevole e ne intensificano gli effetti come spettatori silenti o bulli gregari. Solo isolando i bulli, attraverso azioni di denuncia ed esprimendo apertamente la disapprovazione si potranno evitare il dolore e la disperazione di tanti ragazzi che si sentono abbandonati dagli adulti che dovrebbero proteggerli e garantire loro benessere e serenità.
Il comandante di stazione, ha voluto, nel suo essere padre e uomo di giustizia, raccomandare ai ragazzi di fidarsi ed affidarsi alle figure genitoriali, agli insegnanti e a persone che possano tutelarli e a non arrendersi mai allo sconforto che può sopraggiungere quando si è isolati, non compresi o presi di mira dagli altri. La referente, Tiziana Zito, ha ribadito il significato dell’empatia nei rapporti interpersonali: bisogna mettersi sempre nei panni degli altri, sforzarsi di capire cosa possa provare l’altro, come si possa sentire quando non si sente accettato, accolto e compreso.

Ha invitato inoltre a riflettere sul concetto di inclusione non semplicemente come accoglienza ma come comprensione e interiorizzazione dei valori altrui, ricordando a tutti gli adulti presenti come sia fondamentale l’esempio nell’educazione affettiva.
Ha terminato con una massima della Montessori “ L’educatore deve avere il cuore del poeta e la mente dello scienziato”, istruire quindi ma anche stimolare la sensibilità nei confronti dell’umanita’.
L’incontro si è concluso con alcune domande poste dai nostri allievi che hanno partecipato con grande interesse, mostrando maturità negli interventi mirati,nella richiesta di chiarimenti di dubbi sulle responsabilità civili e penali, sul Garante della Privacy e sui rischi connessi all’utilizzo inappropriato dei social. La legalità non si basa semplicemente su un rigido codice di leggi ma si esplica attraverso le nostre azioni quotidiane che devono essere improntate sempre al rispetto.

 

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

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