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Caro Andrea, non ti dimenticheremo mai...

· Giovanni Tinervia * · Calcio

Riceviamo e pubblichiamo...

Caro Andrea Miceli,
non è facile scrivere queste parole. Non lo è quando la vita si spezza all’improvviso, senza un senso, senza una giustificazione. Te ne sei andato troppo presto, in un modo crudele, violento, ingiusto.

E oggi, mentre il pallone rotola ancora sui campi che amavi, il tuo sorriso resta impresso nei nostri cuori come un ricordo che fa male, ma che non vogliamo dimenticare.
Non ci conoscevamo a fondo, ma ti vedevo spesso sui campi di calcio nel mio ruolo di dirigente sportivo, nelle belle battaglie sportive nel Torneo dei Quartieri e Frazioni di Monreale dove sei riuscito ad andare in rete più volte contro la mia squadra del Grisì.

Ancora mi rimangono impresse le immagini della 9ª giornata di campionato del girone di andata del campionato di Terza Categoria del girone B, delegazione Palermo, con la tua squadra, il Real Pioppo vincente in trasferta per 0-4 contro la Polisportiva Belmontese, che lottava per la vittoria del campionato nello scorso mese di gennaio, per la tua straordinaria rete del 0-2 descritta con tanto ardore dal nostro amico Gabriele Rispetta che invito tutti a rivedere.

In questi giorni, mentre si avvicina la preparazione delle squadre per il nuovo campionato di calcio 2026 è impossibile non pensare a te. A ciò che avresti potuto essere, a quelle partite che aspettavi con entusiasmo, a quel futuro che ti è stato tolto troppo presto e in modo così crudele.
Eri più di un calciatore. Eri passione, sacrificio, talento. Ogni tuo movimento in campo parlava di sogni, quelli che inseguivi da bambino e che avevi trasformato in realtà con sudore e determinazione. Ma eri anche un ragazzo, uno come tanti, con amici, una famiglia, una vita davanti. E ora tutto questo è stato strappato via.

Ti bastava uno sguardo, un tocco sulla palla, e si capiva quanto il calcio fosse parte di te. Non ci si abitua mai alla violenza, tanto meno quando porta via un ragazzo come te giovane, pieno di energia, con sogni e progetti ancora vivi negli occhi.  È una ferita che resta per tutti noi: per i familiari in primis, per i tuoi amici, i tanti tifosi, il mondo del calcio e anche in chi, come me, ti conosceva solo di vista o per qualche parola scambiata a bordo campo.

Ci resta il tuo esempio. Ci resta il tuo nome, che non vogliamo dimenticare. Ci resta la rabbia per ciò che è accaduto, ma anche la forza di non lasciare che la tua memoria venga spenta. Perché chi ama davvero il calcio sa che dietro ogni maglia c’è un cuore, e il tuo continuava a battere anche quando il fischio finale arrivava.

Voglio scriverti per dirti che non sei dimenticato dal mondo del calcio le tue imprese calcistiche rimangono impresse nei nostri occhi. In questo tempo che doveva essere di attesa e di entusiasmo per il ritorno al calcio, sentiamo invece un grande vuoto.
Sei stato molto più di un calciatore. In campo eri talento, grinta, passione. Ogni tuo gol, ogni tuo scatto, ogni tua caduta seguita da una risalita erano un esempio. Per tutti quelli che ti conoscevano eri un simbolo. Per qualcuno un idolo, per altri un fratello, per tutti un ragazzo che ha dato tutto per la maglia, fino all’ultimo respiro.

Hai saputo conquistare il rispetto di tutti con il sudore, non con le parole. Il campo parlava per te, e parlava forte. Caro Andrea, lasci un vuoto enorme, impossibile da colmare. Ma lasci anche un’eredità che nessuno potrà portare via: i ricordi. Quelli restano.  Restano le tue esultanze, i tuoi sorrisi, le tue battaglie. Restano le domeniche pomeriggio in cui eri la speranza della tua squadra, dei tuoi amici, dei tuoi tifosi.  Grazie, campione. Per tutto quello che ci hai dato, anche senza saperlo.

Grazie per averci fatto amare ancora di più questo sport chiamato calcio, per averci insegnato cosa vuol dire lottare. Spero che ovunque tu sia ora, tu possa continuare a giocare, a sorridere, a essere libero da ogni male.
Oggi ti immaginiamo lassù, in un campo senza confini, dove il pallone non si ferma mai e dove il dolore non esiste. Continuerai a giocare, libero, sorridente, eterno
Non sarete mai soli, caro Andrea chi ama davvero il calcio quello vero, fatto di sacrificio e cuore vi porterà sempre con sé. Ovunque tu sia adesso, spero che ci sia un campo verde, un pallone ai tuoi piedi, e la libertà di correre senza più paura. Non avrei mai pensato di dover scrivere queste parole. Non a te caro Andrea. Non così presto.

Sono sceso in campo al Torneo dei quartieri e frazioni di Monreale a 64 anni giocando con mio figlio per onorare la vostra memoria (nella foto). Per me che ti conoscevo non è stata una semplice partita di pochi minuti, ma un atto di rispetto, di cuore e di gratitudine verso chi ha vissuto come te, caro Andrea, questo sport con passione, coraggio e dedizione.
Il tuo ricordo continua a correre con noi su quel campo, ogni volta che un pallone rotola, ogni volta che un tuo compagno di squadra alza lo sguardo. Questo mio gesto dedicato a te caro Andrea Miceli per non dimenticare, per far vivere ancora quel sorriso e quella voglia di giocare che ha ispirato tanti. Ora riposi insieme a Massimo Pirozzo e Salvatore Turdo altrove, ma qui, in mezzo a noi, resterete per sempre.
Riposa in pace, Campione. Non ti dimenticheremo mai.

* Presidente della squadra del Grisì

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 23 luglio – Il copione si ripete troppo spesso. Le fiamme divorano boschi, campagne e montagne, lasciando dietro di sé cenere, devastazione e una lunga scia di rabbia.

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