Skip to main content

Calcio: Prima Categoria. Reti bianche a Ribera, il Monreale non va oltre lo 0-0

· Calcio

Vito Porzio si immola e salva i normanni con la mano ed il Ribera sbaglia dagli 11 metri. Ciccio Arena spreca a porta vuota

RIBERA, 4 gennaio - Sulla terra battuta dello stadio Giuseppe Setticasi, i normanni, non riescono ad andare oltre lo 0-0, rischiando e sprecando durante il corso del match, ma portando comunque a casa un punto prezioso guadagnato su un campo complicato.

La gara di oggi, blanda e per lo più intervallata, è stata caratterizzata da alcuni episodi che potevano di fatto cambiare i numeri sul tabellino, al termine dei 90’ di gioco. Uno di questi, avviene nei primi 60” quando, durante una manovra offensiva del Monreale, Edoardo Spalletta, dalla lunetta, ne approfitta della sfera vagante col sinistro, tirando al volo e beccando il legno orizzontale, scaturendo, frattanto, l’ironia del telecronista, in diretta.

Nella seconda frazione di gioco, la formazione riberese, ha avuto l’opportunità di sporcare la rete per raggiungere il vantaggio. Intorno al minuto 70, il difensore Vito Porzio, infatti, guadagna un rosso diretto salvando i compagni biancazzurri, oggi in divisa rossoblu, dalla rete degli avversari, in modalità aerea ed utilizzando la mano piuttosto che la testa, sulla linea di porta, per allontanare la sfera. Dagli 11 metri, peró, sarà qualche secondo dopo Baldallo Lopez a non approfittarne, spedendo la palla oltre lo specchio.

Nel finale, tuttavia, è venuto meno, calcisticamente parlando, il “killer instinct” di Ciccio Arena che, servito a porta vuota dal neo tesserato nonché ottimo Yusuf Kumbi, non riesce ad inquadrare la porta. Il risultato di parità, tuttavia, fa perdere quota in termini di classifica ai ragazzi di mister Sergio Maggio - oggi assente giustificato per influenza -, i quali sono costretti a cedere la 6a posizione ai Delfini Sporting Arenella, per via della vittoria ottenuta, questo pomeriggio, contro Palermo Calcio Popolare.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 23 luglio – Il copione si ripete troppo spesso. Le fiamme divorano boschi, campagne e montagne, lasciando dietro di sé cenere, devastazione e una lunga scia di rabbia.

Edizione locale

Rubrica

Rubrica