Smaltimento amianto, rimosse oltre 50 tonnellate di rifiuti pericolosi giacenti su aree pubbliche del territorio monrealese

Liquidati circa 40 mila euro alla ditta Avatar Eco di Borgetto

MONREALE, 28 dicembre - I lavori per la messa in sicurezza, rimozione, trasporto e smaltimento dei rfiuti in cemento amianto abbandonati in diverse aree pubbliche del territorio monrealese cominciati lo scorso mese di ottobre hanno determinato la rimozione di oltre 50 mila chili di rifiuti pericolosi.

Sotto la guida del tecnico specializzato di protezione Civile del Comune, Angelo Di Nicola, la ditta Avatar Eco di Borgetto, incaricata dei lavori ha effettuato l'opera di bonifica a macchia di leopardo nei luoghi in cui è stata segnalata la presenta di eternit.
Dopo essere state spruzzate con uno speciale prodotto, le lastre di eternit sono state raccolte nei cosiddetti “Big Bag”, involucri da circa mille chili, per poi essere mandate verso lo smaltimento.

L'aspetto più inquietante è che il quantitativo di amianto rimosso è davvero consistente. Nello specifico, sono stati rimossi 40.78O chili di amianto in via M19, zona sottostante la circonvallazione, 4.000 chili in via Esterna Sant'Elia, 320 chili sono stati raccolti in via P.G. 19, raccolti , 400 chili in via Pezzingoli, 80 chili in via SP20 chili e 3.760 chili in via Strada Ferrata.
Un ingente quantitativo di rifiuti tossici e altamente cancerogeno che, in considerazione dell'importo pattuito con la ditta per chilogrammo pari a 0,69 euro, ha determinato quindi un costo totale per le casse comunali di 38.599,44 Iva inclusa.

L’opera di bonifica, specificatamente riguardante la zona adiacente la Circonvallazione, che lo scorso 16 giugno è stata interessata da un vasto incendio, è stata realizzata nonostante sia ancora in atto tra la Regione ed il Comune un contenzioso circa la titolarità dell’area che ciascun ente attribuisce all’altro. Sulla questione gli uffici del Comune hanno messo nero su bianco, su sollecitazione del sindaco Piero Capizzi, una relazione secondo la quale l’area non appartiene al Comune, demandando alla Regione, pertanto, l’obbligo della messa in sicurezza. Nonostante quindi il Comune abbia provveduto ai lavori, il conto relativo alla messa in sicurezza della specifica zona sarà quindi presentato alla Regione per il recupero della spesa.

 

 

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