Altofonte sgomenta per la morte assurda di “ron Sariddu” Marfia

Una famiglia perbene di lavoratori colpita da una tragedia che fa tanta, ma tanta rabbia

ALTOFONTE,15 giugno – Ha destato dolore e sgomento ad Altofonte la notizia della scomparsa di Rosario Marfia, vittima ieri di un incendio che egli stesso aveva acceso nel tentativo di dare fuoco al canneto ed alle sterpaglie del suo appezzamento di terreno.

 L’anziano, 81enne, temeva probabilmente che con queste giornate di gran caldo le erbacce veicolassero velocemente incendi in una delle zone più martoriate del territorio monrealese, quella di Miccini. Purtroppo, per lui, le sue previsioni si sono rivelate esatte, ma – il destino è crudele – lui stesso è rimasto vittima di quello che temeva.
L’anziano ha fatto una bruttissima fine, perché quando è stato avvolto dalle fiamme, probabilmente nel tentativo di liberarsene, è caduto a terra rotolando per il terreno particolarmente scosceso.

Ad Altofonte la notizia si è diffusa rapidamente ed ha lasciato di sasso tutti quelli che conoscevano “ron Sariddu”, come l’anziano era bonariamente chiamato. Una famiglia dignitosa, fatta da gente perbene, persone che si alzano al mattino per portare il pane a casa. Marfia aveva tre figli: due maschi ed una femmina. Anche i figli maschi lavorano alla forestale, da turnisti, così come il genero. Qualcuno, soprattutto tra gli anziani, lo conosceva per averlo avuto come compagno nelle battute di caccia, sport di cui era appassionato in età più verde.
Adesso si attende che il magistrato restituisca la salma ai familiari per consentire lo svolgimento delle esequie.

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