Essere alunni a San Martino delle Scale

di Alessandra Greco e Roberta Conoscenti, III F, scuola media Guglielmo II | .

"Basterebbe poco, e vivere a San Martino potrebbe trasformarsi in un'esperienza positiva!"

MONREALE, 21 novembre - La nostra insegnante di lettere ci ha invitato a scrivere un articolo, per partecipare all'iniziativa "scuola di giornalismo" programmata all'inizio dell'anno scolastico per tutte le classi terze della scuola media Guglielmo II. Noi frequentiamo la classe III F della sezione staccata di San Martino delle Scale. Abitiamo in una frazione di Monreale a sua volta composta da diversi nuclei abitati sparsi fra Piano dei Geli, via Provinciale, Valle Paradiso e Piazza platani, in totale siamo circa duemila abitanti. I nostri genitori sono in gran parte originari di San Martino, altri sono arrivati da Palermo perché qui le case erano più economiche. Ci sono pochi negozi, il paese si riempie solo in estate quando da Palermo vengono molti villeggianti.

Il nostro paesino di montagna è bello, viviamo a contatto con la natura. Ma a causa della cattiva organizzazione del nostro territorio siamo costretti a subire notevoli disagi: il più grave deriva dai trasporti pubblici, perché per andare a scuola che è nell'Abbazia benedettina siamo costretti a usare un mezzo di trasporto e il servizio pubblico funziona molto male.

Per tanti di noi arrivare a scuola è diventato un problema, quando i genitori non possono accompagnarci è impossibile frequentare la scuola. E si tratta di un problema che non viene mai risolto anzi diventa più grave, ricordiamo benissimo cosa è accaduto negli anni passati. Ad esempio, l'anno scorso si sono rotti i vetri di alcuni finestrini in un incidente e ci sono voluti più di otto mesi per rimediare. Quando due anni fa si è rotta la frizione sono passati sei mesi prima di rimatterla a posto.

Alcuni nostri compagni utilizzano un servizio privato, che è efficiente e puntuale. Ma gli orari non sono quelli scolastici, ed è per noi difficile utilizzarlo: quando usciamo da scuola, bisogna aspettare un'ora prima che passi il pullman e si deve pagare un biglietto che va a pesare sul bilancio familiare.

Negli ultimi anni il servizio di scuolabus è costantemente peggiorato. Alcuni anni fa erano in servizio tre pullman: uno per Valle Paradiso, uno per la Via provinciale e il più grande per Piano dei Geli che è la frazione più popolata. Il primo a smettere il suo servizio è stato il pullman per Valle Paradiso, che quattro anni fa è sparito. Il pullman per Via provinciale passava regolarmente sino all'anno scorso, poi non l'abbiamo più visto ma abbiamo saputo che era scaduta l'assicurazione e il Comune non l'aveva pagata. Il pullman più grande era quindi l'unico rimasto in servizio, a giorni alterni andava nelle varie località lasciando a piedi i ragazzi delle altre frazioni. Quest'anno i problemi sono per quest'ultimo pullman, che nemmeno a giorni alterni garantisce un servizio regolare e a volte manca del tutto.

A parte i trasporti, vivere a San Martino comporta anche altri disagi: ci sono stati tanti incendi che hanno danneggiato i nostri boschi; molto spesso i cassonetti traboccano di immondizia, San Martino rischia di somigliare a una malandata periferia di Palermo.

Per tornare sull'argomento "ragazzi" bisogna aggiungere che non abbiamo un posto in cui incontrarci, non si organizza niente e ognuno di noi incontra gli amici solo a scuola o a casa propria. Anche a scuola ci sono difficoltà. Le classi sono ospitate nell'Abbazia benedettina, che è molto bella e grande: ma noi stiamo in quelle che una volta erano le cucine e la lavanderia. Quindi l'elenco delle cose che non vanno è abbastanza lungo: le classi sono piccole e riscaldate solo con una stufetta elettrica, le finestre si chiudono male, gli enormi corridoi sono gelidi, i banchi sono vecchissimi e le sedie sono spesso rotte, inoltre non abbiamo una palestra. Sino a quando frequentavamo la terza elementare c'era la palestra, ma poi ci sono stati i lavori di restauro dell'Abbazia e abbiamo fatto un bel guadagno: la palestra ci è stata tolta, anche se i locali non vengono utilizzati.

In conclusione possiamo affermare che noi ragazzi viviamo situazioni di disagio che sarebbe possibile risolvere con un pizzico di buona volontà. Basterebbe poco, e vivere a San Martino potrebbe trasformarsi in un'esperienza positiva!

 

 

 

 

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