Violenza sulle donne, il governo della Regione ascolta i rappresentanti degli sportelli dell’Isola

Al vertice ha preso parte pure l’associazione Donnattiva di Monreale

PALERMO, 3 febbraio – La responsabile scientifica del Centro di Ascolto Donna, avviato dall’associazione “Donnattiva” di Monreale, Alessandra Palma è intervenuta all’incontro organizzato dall’assessore alla famiglia Mariella Ippolito per suggerire alcune strategie da portare avanti a sostegno degli sportelli che svolgono un ruolo di notevole importanza nel territorio siciliano.

Nel corso dell’incontro si è parlato del progetto Mimosa e della l’istituzione del codice rosa nell’ospedale di Caltanissetta con un protocollo d’intesa tra Prefettura, Federfarma e Asp che sono solo alcuni dei trascorsi impegni dell’assessore regionale Mariella Ippolito contro la violenza sulle donne prima di insediarsi al Governo della Regione. Una posizione netta che il componente della Giunta Musumeci ha rimarcato anche oggi nel corso di un incontro con gli sportelli antiviolenza della Sicilia che si sono ritrovati in assessorato per informare sulla programmazione delle risorse e dei criteri delle modalità d’acceso ai contributi del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità.
“Ho ascoltato con interesse le criticità sollevate da tutte le realtà isolane che quotidianamente si confrontano con i drammi delle donne vittime di violenze – ha spiegato l’assessore Ippolito -. Dalla definizione delle rette, all’adeguamento delle strutture, fino alle inadempienze di alcuni Comuni. Mi farò carico personalmente di sanare ogni contraddizione che non può pesare sui drammi seri di numerose donne siciliane”. L’esponente del Governo Musumeci ha inoltre annunciato che entro giugno saranno emanati i nuovi avvisi contro la violenza di genere e ha auspicato che i prossimi finanziamenti non facciano la fine dei precedenti. “Se dovessimo tenere conto dei fondi utilizzati in Sicilia, pari circa a 300 mila euro su quasi 3 milioni – ha denunciato l’assessore Ippolito -, potremmo illuderci di vivere in un’oasi felice. Invece le violenze perpetrate contro le donne sono un olocausto di genere, rispetto al quale ognuno deve fare la propria parte”.

 

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