Forte non è chi non cade mai, ma chi riesce sempre a rialzarsi

Il principino monegasco sigla il secondo posto: la rossa non va, ma lui c'è

MONREALE, 6 luglio – Nessuna frase probabilmente riesce a descrivere meglio tutto quello che è accaduto e ci è accaduto negli ultimi mesi. All'improvviso era piombato a tutti in testa uno stop, come se il video della nostra quotidianità fosse stato messo in pausa da qualcuno, venuto da lontano, pronto a colpire un mondo sprofondato in un mare di incertezza. Piano piano, grazie anche a degli eroi senza nome, che hanno lottato negli ospedali di tutta una nazione, stiamo provando ad uscirne. 

Trent’anni fa le ''Notti Magiche'' con i gol di Totò Schillaci

Abbiamo intervistato l’eroe di Italia ’90 nel giorno dell’inizio della sua favola. IL VIDEO

MONREALE, 9 giugno – “Notti magiche, inseguendo un gol, sotto il cielo di un’estate italiana” cantavano Edoardo Bennato e Gianna Nannini. Era l’estate di trent’anni fa e si giocava il campionato del mondo di “Italia ‘90”. Avevamo una Nazionale fortissima, una delle più belle della storia ed avevamo risolto il problema del gol grazie all’invenzione “last minute” del ct Azeglio Vicini.

E' stato difficile, ma ce l'abbiamo fatta

Spadafora molla la presa: ''Giusto che il calcio riparta''. Il 13 giugno coppe, il 20 campionato

MONREALE, 29 maggio – La data c'è, a patto che nulla accada fino ad allora. E onestamente – non so voi – ma io me la tengo stretta, come si faceva da bambini con un giocattolo a lungo promesso e poi finalmente ottenuto, magari dopo un bel 9 in pagella a fine anno. Per il 9 quest'anno la vedo dura, ma i regali ogni tanto arrivano lo stesso (soprattutto dopo tanto penare!). 

Settantuno anni fa la tragedia di Superga

Scompariva per sempre il "Grande Torino", la squadra che era già leggenda nel primo dopoguerra

TORINO, 4 maggio – L'aereo avrebbe dovuto compiere il suo atterraggio alla Malpensa. Li', infatti, il "Conte Rosso", il famoso pullman societario del Torino, aspettava la squadra ed i suoi accompagnatori. Ed invece, al ritorno da Lisbona, dove la formazione granata aveva disputato una partita amichevole con il Benfica, improvvisamente il pilota decise di dirottare sull'aeroporto torinese di Caselle.

Stelle lucenti nell'ora più buia della notte

L'Atalanta conquista i quarti di finale di Champions League: è l'Italia che rialza la testa 

MONREALE, 11 marzo – Corre. Corre e non si ferma. Corre perché è libera. Perché è nata libera. E della libertà ne ha fatto il suo più fulgido ed aureo vessillo. La Dea sa bene di vivere la storia. Sa bene che tra trent'anni si parlerà dell'Atalanta di Gasperini, del Papu e di Ilicic. Si parlerà di quella piccola squadra di Bergamo che fece tremare Guardiola e i suoi più imperscrutabili schemi.

Cattedrali deserte in un deserto popoloso

E' caos in Serie A: al rinvio di Juventus-Inter chiudono i battenti altri cinque stadi e scoppia la polemica sul campionato falsato

MONREALE, 2 marzo – Sono esattamente 13mila. Sì, proprio 13mila i chilometri che separano il Cile dall'Italia. Anzi - volendo esser più precisi - da Milano. Per tutto il viaggio lui (normalissimo tifoso cileno di fede rossonera di cui mi permetterò di omettere il nome, ndr.) nient'altro aveva fatto se non pensare al suo sogno. Alla possibilità concreta, dopo così tanto tempo trascorso tra i vorticosi meandri della sua fantasia, di poter finalmente sedere sulle gradinate de La Scala del Calcio, il tempio dove albergano i simulacri degli dèi ai quali sin da bambino si era sempre affidato. Poco dopo lo sbarco dall'aereo però, la sua pagina Twitter si aggiorna con un nuovo stato (possiate voi leggerlo con la stessa voce di un bambino che, a Natale, non scarta alcun regalo): "Fa male all'anima"

Uomo partita? Coronavirus

Saltano quattro incontri della 25ª giornata per rischio contagio da Coronavirus: e adesso? Riflettiamoci insieme

MONREALE, 24 febbraio – Scherzi a parte, la situazione - stando almeno alle ultime notizie trapelate dal fronte nazionale - è tutt'altro che meritevole d'ironia. Tre sarebbero infatti le vittime accertate (così si legge nei maggiori media italiani) affette da Covid-19, denominazione scientifica della, più diffusa, vulgata Coronavirus. Senza la benché minima pretesa e senza trasfigurare l'identità più propria di questa nostra rubrica settimanale, dunque, proviamo a dipingere - pur sempre sulla base di effettive dichiarazioni già rilasciate - lo scenario a noi prossimo, in ambito sportivo, delineando per quanto ci è possibile gli effetti (e conseguentemente i provvedimenti) della decisione attuata dal Coni di rinviare a data da destinarsi tutte le competizioni sportive nell'area, ad oggi, interessata dal virus. 

Che il potente spettacolo continui

Una Lazio stellare rimonta l'Inter e tallona la Juventus, marciante vittoriosa su spoglie bresciane: tre squadre, tre mentalità, una sola vetta

MONREALE, 17 febbraio – C'era una frase, bella a pensarci. Iconica se non altro. Per i lettori più giovani, lussuriosi cultori delle moderne serie tv, basterà il solo accenno a disvelarne la fonte. Immaginate una partita di calcio del mondiale: Brasile - Camerun. Chi vorreste che vincesse? Camerun, certamente. Istintivamente l'essere umano prende sempre le parte dei più deboli, dei perdenti. Tutti quanti - in fondo - vogliamo essere il Camerun (La Casa di Carta, ndr). 

#CR70esimofestival e Djokovic-Ramazzotti: ecco cosa vi siete persi

CR7 all'Ariston nella serata delle cover per la sua Georgina e il numero uno del tennis che canta ''Terra Promessa'': quel festival che non ti aspetti

MONREALE, 10 febbraio – Non vogliatemene, ma nella settimana musicale più amata-odiata d'Italia era anche chiaro che qualche spazio le venisse in fin dei conti dedicato. Tutto giusto, già. C'è solo una cosa strana e apparentemente dissonante in questa ormai acclarata verità: che non se ne parlasse qui, in questo nostro consueto appuntamento con lo sport. Beh, che ci crediate o no, nonostante la frizzante giornata sportiva appena conclusasi, la copertina di oggi va proprio a ciò che non ti aspetteresti. Quello che, se qualcuno giusto qualche anno fa ti avesse detto che sarebbe successo, avresti additato come baggianate o (peggio) scene paradossali lette in chissà quale libro di barzellette. Cristiano Ronaldo e Djokovic a Sanremo? Ma dai!

Di padre in figlio

Daniel Maldini, figlio di quel Paolo leggenda del Milan, fa il suo esordio tra i professionisti: è il terzo della dinastia Maldini

MONREALE, 3 febbraio – Ci sono storie e storie. Quelle che il solo raccontarle mette i brividi. Quelle che sembrano esser giochi, simpatici balocchi nelle mani di un bimbo dispettoso quale è il Tempo. Ci sono poi racconti, come quelli che prima di dormire allietano di dolci note i timori della notte. E infine ci sono testimoni, eredità. Lasciti, retaggi, insegnamenti e orme da ripercorrere insieme per imparare ad esser grandi. Per imparare a non aver paura della vita e delle sue ombre. Queste le storie, questi i racconti, queste le eredità che siglano il concetto di eternità. Di generazione in generazione. Di padre in figlio.

Immobile di nome, ma non di fatto

Ciro sogna e fa sognare: la Lazio infila l'11esima vittoria di fila e si iscrive alla lotta scudetto, lui aggancia in testa Lewandoski per la Scarpa d'Oro

MONREALE, 20 gennaio – Un fischio lontano. Il biglietto in mano già timbrato. In arrivo il solito treno in direzione Sorrento. Lo zaino di scuola è sulle spalle. Pesante sì, ma non di libri: dentro ci sono scarpini, completino, un cambio pulito e profumato. E magari anche un po' di parmigiana perché comm' a fa mammà nna fa nisciuno. Non ha mai saltato una lezione (di calcio). Anzi il presidente gli aveva anche regalato l'abbonamento ferroviario. Perché quel ragazzino era davvero, davvero forte. Quel gracile scugnizzo dal caschetto biondo – che ogni giorno da Torre Annunziata raggiungeva Sorrento e lì galoppava libero su verdi prati, sognando il frastuono intorno a sé e il sudore che incolla la maglia alla pelle – oggi ha finalmente imparato a brillare di luce propria, tra le stelle del calcio europeo. Lui che su di un treno c'è nato. Lui che, i treni importanti, non se li è mai lasciati scappare.

Se lo desideri, accade

Il ''Pazzo'' consegna i tre punti al suo Hellas Verona e colleziona due gol in A dopo due anni

MONREALE, 6 gennaio – E' il 30 ottobre 2017. Un giorno qualunque per molti, certo. Ma nella vita esistono date che dimenticarle è difficile. Tremendamente, terribilmente difficile. Quelle cifre – ferme, quasi pietrificate su di un calendario – cominciano a pesare, sempre di più, ogni anno che passa. Per Giampaolo Pazzini quel 30 ottobre 2017 è il giorno dell'ultimo gol in Serie A. Da lì in poi retrocessione, stop fisici, pochi minuti in campo. Ieri, con la sua seconda rete dopo quella rifilata al Torino nella spledida remutada in “zona Cesarini”, il Pazzo – a 35 anni – alza un dito al cielo, alto verso il cielo di Ferrara. Quelle sensazioni, quelle emozioni troppo a lungo desiderate sono di nuovo sue. Se lo desideri, accade.

La mamma è sempre la mamma!

L'Inter ipoteca il girone d'andata insieme alla Vecchia Signora, Esposito vive la sua favola

MONREALE, 23 dicembre – Chissà se nella lettera a Babbo Natale aveva scritto proprio questo. Lui che di lettere, a 17 anni, di certo ne avrà scritte tante. Chissà che fine facevano, quelle lettere. Piegate, confezionate alla bell'e meglio con scotch e nastri e poi trovate, nascoste – magari proprio dalla mamma – per far credere, ingenuamente, che fossero già state spedite. Sebastiano Esposito (come tutti i bambini) sapeva dell'inganno, ma lo accettava. E quando ieri, a San Siro, ha ricevuto il suo regalo, è andato a baciare la mamma. Babbo Natale, dopo tanto tempo, è finalmente arrivato.

Amarcord: quando il Giro d'Italia passò da Monreale

Fu nel corso della Palermo-Sciacca, prima tappa dell'edizione 1986

MONREALE, 24 ottobre – Quel giorno faceva un caldo boia. Quel 12 maggio 1986 la temperatura, già elevata di suo, divenne presto più alta. Passava da Monreale, dopo non so quanti anni, una tappa del Giro d'Italia. Non un evento storico, ma quasi. E certamente, dal punto di vista sportivo, una data da ricordare a memoria d'uomo.

''Caro basket, ti amerò per sempre. Kobe''

Kobe Bryant (41 anni), leggenda dell'NBA, perde la vita in un terribile incidente aereo: insieme a lui la piccola figlia Gianna e altre sei persone

MONREALE, 27 gennaio – Ore 14.30. Calabasas, Los Angeles. La piccola Gianna ha già caricato tutto sull'elicottero. E' concentratissima perché più tardi si gioca e il suo papà gliel'ha già detto mille volte di pensare solo al campo, al canestro, ai secondi. Secondi. Cosa sono i secondi se non atomi d'eternità che frammentano la vita, scandendola? Ore 14.30. Succede tutto in fretta, come un break sul suono della sirena. Come un canestro all'ultimo tiro. Come una preghiera prima di addormentarsi. Il velivolo precipita. Fumo. Fiamme. Lacrime. È la città degli angeli. E il suo angelo migliore ha appena spiegato le ali.

Ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità

Daniele De Rossi, ''Capitan Futuro'', dopo una sola stagione al Boca Juniors, lontano da Roma, dà il suo addio al calcio giocato

MONREALE, 13 gennaio – Falso è dire che la storia si scrive. La storia si vive. Miti, leggende ed eroi non sorgono, non nascono come fili d'erba rugiadosi in un fertile campo. I miti si determinano, le leggende si edificano. Gli eroi si fondano, camminando su quelle orme talvolta troppo grandi, perché scavate dai Giganti, da coloro che vennero prima e che giganti - di certo - non ci sono nati. Daniele De Rossi non ha mai creduto di esserlo, un gigante. Ma determinandosi, passo dopo passo, in quella stessa storia che forse qualcuno aveva già immaginato, pensato e persino ideato, Capitan Futuro ha finalmente imparato a camminare. E quando quel 26 maggio 2019 tutti si alzarono in piedi, Daniele capì che la stazza di un uomo si misura solo in base alla sostanza dei ricordi di chi, con gli occhi e con il cuore, quella storia l'ha realmente vissuta. Ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità.

Ibracadabra, rieccomi qua!

Ibra si "indiavola" di nuovo, ma con qualche mito della saga ''a volte ritornano'' da sfatare

MONREALE, 30 dicembre – Ma no! Impossibile. Ma pensa te! Sono solo discorsi da bar. E tali rimangono – si badi bene – ma solo nella filosofia di questa nostra rubrica. Tutto il resto, invece, è incredibilmente vero e nei bar (guarda caso) tra un caffè e un giornale se ne parla già, in un misto vorticoso di aspettativa e miscredenza: Ibrahimovic tornerà a vestire la maglia della Milano rossonera.

Vedi Napoli e poi... ti esonerano

Fuori Ancelotti, presto dentro Gattuso sulla panchina partenopea

MONREALE, 11 dicembre – Cos'altro aggiungere? Fa già da sé notizia, no? "La Societa Sportiva Calcio Napoli ha deciso di revocare l’incarico di responsabile tecnico della prima squadra al signor Carlo Ancelotti" si legge nel tweet postato dal club partenopeo subito dopo la roboante goleada rifilata in casa al Genk, vittoria che - tra l'altro - ha portato anche la qualificazione agli ottavi di finale di Champions. Strano il calcio, vero?

L'Italia andrà ad Euro 2020: e adesso cosa ci aspettiamo?

La qualificazione è stata matematicamente raggiunta dopo l'1-0 contro la Grecia

MONREALE, 16 ottobre – "E' stato difficile, ma ce l'abbiamo fatta" citava un famosissimo spot pubblicitario in onda giusto un paio d'anni fa. Difficile non tanto il riuscire a collezionare risultati - del resto su quello non c'è mai stata storia sin dalla prima sfida delle qualificazioni. Anzi, l'obiettivo è stato addirittura raggiunto con ben tre giornate d'anticipo, successo mai accaduto nella centenaria storia della Nazionale Italiana. La vera difficoltà, ammettiamolo un po' tutti, è stata - scomodiamo il sommo Dante - nel tornare a rivedere quelle paradisiache stelle che raramente si scorgono dall'Inferno in cui, quel maledetto 12 Novembre 2017, ci eravamo andati a rintanare. 

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